Giardini. Rimborsi Ici, Imu, Tari e acquedotto: il Comune impegna 8 mila euro
il pagamento Imu

Taormina. Nuove misure anti crisi in arrivo al Comune di Taormina per dare sostegno ai cittadini ed in particolare agli operatori economici sugli oneri di pagamento dei tributi a cui diventa sempre più complicato ottemperare per via dello tsunami Covid. Il Consiglio comunale avrà al primo punto all’ordine del giorno nella seduta di martedi 9 giugno la proposta dell’Amministrazione comunale di urgente determinazioni sul pagamento Imu.

Tempi più lunghi. Si intende dare l’opportunità ai cittadini di far fronte in tempi più lunghi alla tassa sulla casa. Gli utenti, se riterranno di essere impossibilitati a rispettare la scadenza del 16 giugno per la prima rata Imu, potranno rinviarla senza sanzioni e pagare entro il 30 settembre. La richiesta dovrà essere accompagnata da una certificazione in cui si afferma che a causa dell’emergenza Covid non è stato possibile rispettare la scadenza prevista. La delibera, comunque, terra anche conto dell’articolo 177 del Decreto Rilancio che prevede “Esenzioni dall’imposta municipale Imu per il settore turistico”. Già il governo, comunque, ha dato modo insomma alle attività economiche di poter avere una boccata di ossigeno su questo fronte “In considerazione degli effetti connessi all’emergenza sanitaria”, ritenendo che non sia dovuta per l’anno 2020 la prima rata relativa a varie tipologie di attività tra cui alberghi, bed and breakfast, case vacanza, affittacamere, residence e stabilimenti balneari.

La proposta. Quanto prima la Giunta proporrà al Consiglio comunale anche l’abbattimento dell’imposizione Tari alle attività economiche della città per l’anno 2020. La proposta che arriverà in aula consiliare è quella che prevede lo stop al pagamento per tutte le prime 6 mensilità del 2020, per un periodo cioè sin qui caratterizzato dall’emergenza sanitaria e in cui tutta filiera produttiva locale si dovuta fermare a causa del lockdown.

Ossigeno alle attività. “Avanzeremo la proposta al Consiglio comunale – ha spiegato il vicesindaco Enzo Scibilia – di bloccare il pagamento della Tari per hotel, b&b, ristoranti, pizzerie, pub e bar per il periodo che va dal 1 gennaio 2020 al 30 giugno 2020. Si tratta di una richiesta di annullamento dell’imposizione per circa 700 mila euro. Intendiamo dare un aiuto alle forze economiche fortemente danneggiate da questa emergenza”.

Ritorno delle somme. Stando alle intenzioni della Giunta, una parte di questa somma che verrà a mancare nel bilancio comunale verrà recuperata anche attraverso una stima che è già stata fatta sui costi del servizio di raccolta rifiuti, nel quale sin qui c’è stato un minore conferimento per via del lockdown e si proverà a rimodulare il relativo costo delle attività con la ditta incaricata. In questo caso si tratta del 50% di una tassa che, in tal senso, fa registrare un gettito complessivo, stando all’ultima annualità, di Un milione e 395 mila euro.

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