Villaggio Le Rocce negli Anni 50

Taormina. Il Consiglio comunale di Taormina torna a discutere il futuro sempre più incerto del Villaggio Le Rocce. All’ordine del giorno dei lavori del Civico consesso di martedì 9 giugno ci sarà, infatti, una richiesta di convocazione urgente avanzata dall’opposizione sul punto “Ipotesi di vendita del Capalc per acquistare Villaggio Le Rocce”. Si tratta di un quesito che la minoranza aveva presentato per la discussione già nei mesi scorsi, prima della fase di emergenza sanitaria. Il tema, richiama un’ipotesi – quella della vendita del Capalc per poi acquisire Le Rocce – praticamente già tramontata ma consentirà, comunque, di discutere la situazione de Le Rocce, che appare sempre più un rebus senza alcuna soluzione. Come si ricorderà, il sindaco metropolitano Cateno De Luca, lo scorso anno aveva prospettato all’Amministrazione del sindaco Mario Bolognari una possibile intesa per il trasferimento del bene al Comune di Taormina.

L’ennesima illusione. Nel maggio 2019, a sorpresa, era spuntata per il Comune di Taormina l’opportunità di acquisire la proprietà nell’ambito di una procedura di cessione tra enti su basi assai più contenute degli 8 milioni di valore del bene. Si era discusso, per l’esattezza, tra i sindaci, alla presenza anche di altri amministratori taorminesi, l’opportunità di far passare alla titolarità del Comune di Taormina un bene che è in abbandono totale e che l’ex provincia regionale di Messina ritiene di poter dismettere dal proprio patrimonio. Si ipotizzava un trasferimento tra enti pubblici al 10% di rendita catastale sul valore complessivo del bene. Le Rocce vale tra i 7 e 8 milioni di euro, quindi per il Comune ci sarebbe stata la chance di acquisire il bene per poco meno di Un milione di euro. Anche per questo in Comune era stata valutata la possibilità di dismettere un bene come il Capalc, anch’esso inutilizzato e sprofondato nel degrado assoluto, per avere le risorse necessarie a rilevare Le Rocce. Tutto è rimasto, alla fine, nell’alveo delle buone intenzioni, quella discussione non ha avuto seguito e l’emergenza sanitaria ha chiuso le porte al discorso. Il Comune di Taormina ha altre priorità, già da prima non aveva la forza economica per fare un’operazione del genere, essendo ancora in fase di riequilibrio, e ora deve far quadrare i conti al cospetto di una crisi epocale.

Una breve parentesi. Ad eccezione della breve parentesi in cui Le Rocce era passato alla Fondazione Fiumara d’Arte, con la gestione poi in seguito revocata dal Cga, Le Rocce rimane una bellissima oasi chiusa al pubblico, ostaggio di un’odissea infinita. La chiusura avvenne nel lontano 1974, il villaggio era stato, invece, inaugurato dalla Regione nel lontano 1954. La Città Metropolitana, a sua volta, non ha le risorse per rivalutare l’immobile e non vuole continuare a mantenere nel proprio patrimonio un bene che non è a regime, non è fruibile e che non ha senso lasciare nelle attuali condizioni di chiusura e degrado. L’ex Provincia regionale punta alla dismissione e potrebbe fare quanto prima una valutazione economica definitiva e a quel punto potrebbe esserci un’accelerazione per dare, in qualche modo, un futuro a questo bene che sta a cuore a tanti taorminesi.

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