il commissario straordinario Bernardo Campo

Taormina. Il dado è tratto. Nessun colpo di scena dell’ultima ora, la procedura è conclusa. Il commissario straordinario della Fondazione Taormina Arte Sicilia, Bernardo Campo, ha firmato la delibera che sancisce l’esclusione della Città Metropolitana (ex Provincia) e del Comune di Messina da Taormina Arte.

Nero su bianco. Campo, nel prendere atto “delle misure adottate” dai due enti, ha così deciso di “conferire al segretario generale della Fondazione, Ninni Panzera, ogni più ampia facoltà per la predisposizione degli atti consequenziali all’adozione della delibera”, compresa la trasmissione agli enti esclusi ma anche al Comune di Taormina e all’assessorato regionale al Turismo, Sport e Spettacoli. Nella delibera, Campo, in sostanza mette nero su bianco sul nuovo assetto della Fondazione e lo ha fatto non prima di aver ricostruito le varie tappe dell’iter costitutivo della Fondazione, evidenziando che “al fine di poter procedere al corretto insediamento degli organi statutariamente previsti, occorre procedere alla revisione complessiva dello Statuto della Fondazione, con l’adozione degli atti necessari per la definizione dei rapporti con i soci fondatori che hanno manifestato la volontà di recedere dalla compagine fondativa”.

Le tappe della procedura. “Il 13 marzo 2020 – scrive il commissario – la Fondazione ha invitato l’Amministrazione comunale di Messina a riconsiderare il contenuto della delibera di Giunta comunale del 30 novembre 2018, provvedendo ad individuare un bene da conferire al fondo di dotazione indisponibile (art.5 dello Statuto). Il 27 aprile scorso la Fondazione, in considerazione del mancato riscontro da parte dell’Amministrazione di Messina ha comunicato l’avvio del procedimento amministrativo per l’applicazione delle misure previste e riguardanti l’esclusione del Comune di Messina dalla Fondazione, per “gravi motivi” relativi al mancato conferimento dei beni al fondo di dotazione indisponibile”. La nota è stata notificata, quindi, nella stessa data all’Amministrazione di Messina e ai componenti del Consiglio comunale, con il termine di 30 giorni per la conclusione del procedimento di esclusione. A quel punto “non risulta sia stata presentata alcuna osservazione ostativa alla conclusione del procedimento”. In precedenza, invece, già il 12 luglio 2019 era arrivata la nota da parte dell’ex provincia regionale che dava comunicazione del “recesso” a far parte dell’ente culturale, per effetto del decreto sindacale n.110 del 27 giugno 2019 e della successiva presa d’atto del commissario con poteri del Consiglio metropolitano n.19 del 9 luglio 2019.

Fondazione a due. Nella Fondazione rimangono il Comune di Taormina e la Regione Siciliana. Si chiude, in questo modo, senza colpi di scena e senza un dietrofront che ancora sino alle scorse ore era stato auspicato negli ambienti del capoluogo. L’uscita dei due enti messinesi decreta la fine di una lunga permanenza in TaoArte che era iniziata nel 1983 quando era nato l’allora comitato e che era poi proseguita sino ai primi passi della Fondazione, diventata realtà nel 2019 con l’iscrizione al registro delle fondazioni della Regione Siciliana.

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