un'aula di un liceo a Bergamo

Arrivano le prime agghiaccianti immagini di come potrebbero (o dovrebbero) diventare le aule scolastiche a settembre quando i bambini torneranno a scuola. In qualche scuola (l’immagine si riferisce ad un liceo artistico a Bergamo) preparano già i banchi con i divisori in plastica e il cartone tra i banchi. Eccoli i banchi anti-Covid, separati con il plexiglass, che il governo pensa di rendere necessari per un ritorno in classe che avverrebbe all’insegna del cosiddetto distanziamento sociale e forse anche con l’obbligo per gli studenti di indossare le visiere. La nostra posizione sulle barriere in plexiglass a scuola l’abbiamo espressa con chiarezza e la rimarchiamo con altrettanta fermezza. E’ un no senza se e senza ma a questa indecenza.

I banchi, dunque, vengono divisi, proteggendo gli studenti durante le ore di lezione: i bambini dovranno evitarsi anche quando arrivano a scuola? Dovranno evitare di avvicinarsi e rimanere distanti anche durante la ricreazione? I loro contatti si dovranno limitare a qualche sguardo a distanza o magari saranno costretti a video-chiamarsi da un banco all’altro? Oltre alla visiera sarà necessario indossare anche una tuta spaziale anti-Covid?

Al momento questo scenario da film da fantascienza non è ancora una certezza ma va considerato una concreta ed inquietante prospettiva. Si attendono le linee guida definitive del Ministero dell’Istruzione ma l’ipotesi è di quelle che rendono l’idea con una semplice immagine e non necessitano di commenti. “L’obiettivo è portare tutti a scuola in presenza, con particolare attenzione ai più piccoli, che hanno sofferto maggiormente in questo periodo”, “il Cts sta valutando la possibilità di compartimentare i banchi, con divisori, anche per garantire maggiore sicurezza”, ha detto la ministra Lucia Azzolina.

altra immagine di un’aula anti-Covid

La lotta al virus scade nell’assurdo, la prudenza lascia spazio all’esagerazione. La scuola che da sempre dovrebbe unire, promette invece stavolta di dividere i bambini. Per decenni la scuola ha avuto una funzione di socializzazione, stavolta sembra destinata ad omologarsi al delirio della burocrazia.  Ripetiamo il messaggio e rinnoviamo l’appello: salviamo i bambini da questo scempio. Bisogna proteggerli e farli tornare in classe in sicurezza, certamente è opportuno che i genitori facciano la propria parte e che procedano alla misurazione della temperatura prima di mandarli a scuola, evitando di mandare i propri figli in presenza di condizioni non idonee (stato febbrile). Ma i bambini non possono essere trasformarti in cavie per deliranti esperimenti previsti da protocolli che non hanno nulla a che fare con la realtà. A scuola si va per imparare e per socializzare, non per essere inconsapevole strumento di queste stupidità.

Parafrasando Kubrick: 2020-Odissea nella follia. Se questa è una scuola, i tecnici vadano a pelare le patate…

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