il ministro dell'Istruzione, Lucia Azzolina

Al crepuscolo di un lungo valzer di ipotesi del “tutto e il contrario di tutto”, il governo Conte ha deciso che a settembre si torna a scuola, quella vera e non la didattica a distanza che non insegna un fico secco agli studenti. Così, dopo l’emergenza sanitaria, finalmente ripartiranno le lezioni e questa è una gran bella notizia. Finiscono i siparietti mattutini della cosiddetta “DaD”, con i genitori costretti a trascorrere ore in cabina di regia a suggerire ai propri figli come fanno in tv gli addetti al gobbo, e gli insegnanti che in qualche caso, tra una sigaretta e una telefonata, accorciano l’ora di lezione al minimo sindacale.

La nuova scuola. A settembre tutti in classe, peccato che dopo il dolce arriva l’amaro. Plexiglass in classe, anzi tra i banchi, anzi a metà di un banco, per separare a settembre un alunno dall’altro. Poi si parla pure di visiere. Non è un nuovo film di fantascienza e non è una puntata di Star Trek. Avete capito bene, purtroppo abbiamo capito bene. Vogliamo credere che poi non si farà davvero, se non in qualche scuola (nella lingua della burocrazia la chiamano plesso). Così come non si farà davvero (si spera) l’entrata e l’uscita da scuola scaglionate un alunno ogni cinque minuti, il che comporterebbe circa tre ore per entrare e altrettante per uscire. Si tornerà in classe con “pannelli in plexiglass nelle aule a compartimentare i banchi” e, se necessario, “tensostrutture e opere di edilizia leggera nelle aree esterne degli istituti scolastici”, e per gli studenti, invece delle mascherine, “si potranno utilizzare le visiere”, fa sapere la ministra Lucia Azzolina. Non è farina del suo sacco, sono anticipazioni delle “linee guida” che stanno partorendo tecnici ed esperto vari (di cosa?) scelti da Palazzo Chigi.

Tristi stupidate. Sta di fatto che resta irrisolto e inesplorato il vero problema di una scuola che, al di là della questione virus dei mesi recenti, è stata stravolta e devastata da tutti i governi (nessuno escluso) e non viene ripensata sul serio e nemmeno più concepita come un tempo, quando fare lezione significava studiare la vita. E, come se non bastasse il carico dilagante di nozionismo, retorica e banalità mnemonica che non forma gli studenti e non li allena al domani, ora si aggiunge il carico di tristi stupidate in arrivo, contenute nelle indicazioni/protocolli dei vari Comitati per la lotta al Covid. Un tempo c’erano i fornai e i pasticceri, che sfornavano deliziose sfogliatelle, cornetti e brioche, oggi è l’era dei tecnici che sfornano insipide bestialità travestite da indicazioni necessarie a tutela della salute. Idee non concepite né pensate per la vita reale, opera di chi la realtà non la conosce nemmeno.

Conoscere la realtà. Ha ragione chi sostiene che le indicazioni e i protocolli sono stati elaborati per il primo grande “nobile” fine della Pubblica Amministrazione italiana: evitare grane e scaricare responsabilità. Le indicazioni dei Comitati sono idee astruse e cervellotiche concepite da esperti che non conoscono la vera vita perché non l’hanno vista nemmeno con il binocolo. A scanso di equivoci, per intenderci, la vera vita che intendiamo noi è quella a contatto con la gente, il toccare con mano i problemi quotidiani. Non è, evidentemente, la dimensione di chi dall’alto del suo piedistallo e della comoda certezza di un ricco stipendio, non fatica e non rischia niente ma si limita a pontificare inattuabili e inverosimili supercazzole varie.

Elogio del nulla. Plexiglass in schermi in mezzo e ai lati dei banchi nelle scuole: non ci sono i soldi, i tempi, gli appalti per installarli per il primo settembre. Eppure ci sono dei cretini che queste cose le richiedono e – cosa ancor più grave – le pensano davvero. Venditori di fumo incravattati e raccomandati che esibiscono curriculum pieni di fuffa e, nell’elogio del nulla, si fanno vanto di avere una, due o tre lauree, tra le quali tuttavia manca la più importante: quella in marciapiede. L’essenza del dover fare sacrifici per garantirsi una vita dignitosa.

Ritorno alla politica. E allora la politica deve tornare a fare la propria parte e decidere da sola, prendersi le proprie responsabilità senza il supporto di esperti del nulla cosmico, che non siamo nemmeno sicuri siano in grado di allacciarsi in autonomia le scarpe da soli. Mettere un metro di distanza tra umani è una cazzata, pensare di mettere i plexiglass tra i bambini in una classe è una bestialità tale da farci desiderare ardentemente di conoscere il nome e cognome del genialoide che ha immaginato una tale cialtronagine.

L’appello. Cara Ministra Azzolina, ben venga sempre, per la vita e per l’eternità, la prudenza per non rivivere mai più l’esperienza drammatica del Coronavirus. E’ giusto l’aver consegnato alle famiglie un ruolo decisivo, dicendo che “dovranno misurare la temperatura ai bambini prima di mandarli a scuola”. Eccola una cosa del tutto condivisibile da fare. Ma i plexiglass, le visiere e il distanziamento per i bambini di 6 anni no, non esistono da nessuna parte.

L’ora della ragionevolezza. Noi non apparteniamo alla categoria dei tanti che in Italia sparano a zero tanto per e che magari, a certi livelli, prima di lei hanno già fatto peggio o domani non farebbero meglio. Condanniamo gli invertebrati che hanno fatto ignobili minacce, ma la politica non può più demandare le scelte ad altri. L’Italia ha bisogno di gente che faccia il ministro, o il sottosegretario, per decidere di propria iniziativa, senza il supporto di pseudo-esperti che fanno solo danni e sono algida espressione di un millantato sapere che è tarocco. Serve coraggio, soprattutto buon senso e cognizione pratica delle cose. E’ il momento delle scelte semplici, lucide e ragionevoli, non delle esagerazioni e delle cretinate. Meno che mai delle invenzioni lunari di fantomatiche figure senza arte né parte. I bambini vanno protetti ma non possono diventare strumento inconsapevole di esperimenti sociali ed essere chiusi in una “gabbia”. Il plexiglass lasciamolo alla fantasia repressa di tecnici e tavoli vari. Presunti illuminati ascrivibili alla saga dei nuovi mostri o peggio dei soloni del Terzo Millennio.

© Riproduzione Riservata

Commenti