la senatrice Urania Papatheu

“L’incomprensibile volontà delle Istituzioni messinesi di non far nulla per evitare l’estromissione della Città di Messina dalla Fondazione Taormina Arte è un enorme autogol della politica locale”. Lo afferma la senatrice Urania Papatheu, che così lancia bordate all’indirizzo della politica messinese per aver maturato la scelta di non far parte della Fondazione Taormina Arte.

Una storia mortificata. “Dopo oltre 30 anni di permanenza in questo ente, nel vecchio comitato nato nel 1983 – afferma la parlamentare siciliana -, l’ex Provincia e il Comune di Messina hanno compiuto un passo indietro facendo un torto alla comunità messinese, così rubata dell’opportunità di essere parte attiva e di rilievo, insieme a Taormina e alla Regione, di nuove importanti attività culturali ed eventi di prestigio. I tempi della Dolce Vita, delle star sulla terrazza dell’Irrera a Mare e della rassegna cinematografica internazionale che a lungo hanno visto Messina protagonista al fianco di Taormina sono ormai un ricordo oggi mortificato e cancellato. E’ una speranza negata per il rilancio del territorio, è uno schiaffo morale alla città”.

Scelta illogica. “Non si può condividere – evidenzia la sen. Papatheu – questa illogica rinuncia da parte del sindaco e l’inerzia da parte del Consiglio comunale di Messina dopo aver bocciato la determinazione del sindaco. L’arte nel suo significato più sublime è una risorsa che ha sempre rappresentato il territorio, le persone e la politica messinese invece oggi ha scelto di condannare se stessa e la Città di Messina”.

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