Massimo Troisi

Ventisei anni fa, il 4 maggio 1994, moriva prematuramente, all’età di 41 anni, Massimo Troisi,  un grande attore e regista che ha lasciato un patrimonio artistico inconfondibile e ancora oggi di grande valenza morale e culturale. Lo vogliamo ricordare protagonista esilarante in una delle sue apparizioni al Teatro di Antico di Taormina (al fianco del compianto Pino Caruso). “A Taormina sono stato in un albergo stupendo, ho visto gente stranissima. Almeno dove sto io ho visto pochi poveri… E allora ho chiesto: scusate, ma i poveri qui non vengono?”, disse Troisi tra gli applausi del Teatro Antico.

Lo ricordiamo anche come un orgoglioso uomo del Sud, innamorato della sua terra, che nella parte del Pulcinella senza maschera, nel 1977, con fine sarcasmo, denunciò la questione meridionale: “Ho capito perché a noi meridionali ci hanno chiamato Mezzogiorno d’Italia. Per essere sicuri che a qualunque ora scendevano al Sud si trovavano sempre in orario per mangiarci sopra. Ma il napoletano (e il meridionale in generale) è allegro, simpatico, ha la musica nelle vene. E per forza… Voi il sangue ce l’avete succhiato tutto quanto!”.

Ci piace ricordare anche il coraggioso atto di Aldo Vella, un ex sindaco (identitario) di San Giorgio a Cremano, che negli anni Novanta cancellò di forza l’allora piazza Garibaldi e la intitolò a Troisi. L’iniziativa attirò critiche e veti, ma la prova di forza fu vinta e la cerimonia avvenne l’11 gennaio 1997, alla presenza di cittadini, familiari di Massimo e dell’allora ministro dell’Interno Giorgio Napolitano. Garibaldi fu spodestato per la prima volta da una piazza italiana, restituita all’identità del territorio, e fu un po’ come cambiare la storia. Come direbbe ancora adesso Troisi: “Don Peppino Garibaldi….scusate il ritardo”.

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