Diego Fusaro

Lo scrittore, filosofo e saggista Diego Fusaro commenta così il discorso del premier Conte sull’avvio della fase 3. “Abbiamo assistito a una nuova epifania vespertina del visconte dimezzato giallo-fucsia Giuseppe Conte, il quale ha estratto dal suo cilindro magico un nuovo discorso nel quale ci sono vari passaggi che varrebbe la pena citare ma uno in particolare. ‘Dalla riapertura arrivano dati incoraggianti, ci meritiamo un sorriso’. Ma bisognerebbe chiedere, davvero, a quel milione di poveri in più creati in Italia dall’emergenza Covid, e anche dalla sua gestione, se si sentono nelle condizioni di voler fare un sorriso. La crisi del Covid e l’ingloriosa e per non dire irresponsabile gestione del governo che costringeva la popolazione al lockdown ma non garantiva i mezzi di sostentamento per larga parte dei connazionali, potrebbe dare luogo a molte reazioni, delle quali il sorriso evocato da Conte è l’ultima che viene in mente”.

“Coronavirus ha massacrato senza pietà il ceto medio e le classi medie e lavoratrici, procedendo ancora una volta a favorire la disposizione piramidale della società, con al vertice un nucleo ristretto di oligarchi della finanza e dell’e-commerce e in basso una massa riplebeizzata, composta dal ceto medio sofferente e dalle classi lavoratrici, private di tutto”. “Il visconte ha spiegato poi il rapporto con l’Europa, madre benefica a cui l’Italia deve sempre essere grata, senza alcun cenno a come l’Europa ha danneggiato l’Italia, arrivando ora a un prestito di cui una parte a fondo perduto e dall’altra un debito usuraio per l’Italia”.

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