una splendida immagine di Taormina

O si aiuta davvero il turismo o si affonda tutti e muore un polmone economico e sociale dell’Italia con il quale vivono migliaia di imprese, famiglie e cittadini. La crisi del turismo si aggrava e le associazioni del mondo del turismo e della ristorazione nell’audizione informale in Commissione Bilancio alla Camera, in merito al Decreto Rilancio chiedono al governo una svolta.  Più coraggio nelle misure emergenziali e una serie di provvedimenti strutturali, per un settore totalmente paralizzato dalle conseguenze dal Covid e nel quale sono a rischio centinaia di migliaia di posti di lavoro. Sono le basi essenziali sulle quali poggiano le richieste delle categorie produttive.

Stop alle tasse. “In questi mesi sono andati persi 34 miliardi di euro, si rischia la chiusura di 50 mila imprese” e “di mettere in mezzo a una strada 350 mila persone”, ha sottolineato Roberto Calugi, direttore generale della Fipe -. Alla fragilità finanziaria, si aggiunge per le attività “l’enorme difficoltà nell’orientarsi nella giungla normativa”. Una crisi che anche in Fase due non si attenua: “Dai nostri dati, chi ha deciso di riaprire registra un calo di fatturato nella prima settimana del 70%”. Fra le misure che aiuterebbero il comparto, c’è lo stralcio dell’Imu “per l’intero 2020 così come l’abolizione della Tari”. Comunque guardando più avanti, sarebbe fondamentale “intervenire sul cuneo fiscale”. Manca da parte del governo sul settore “una visione organica”.

Crisi sino al 2021? Eloquente il monito di Federalberghi. “La crisi per il turismo potrebbe proseguire almeno fino al 2021: “In questo momento languono completamente le prenotazioni anche per il mese di agosto – dice Alessandro Massimo Nucara, direttore generale di Federalberghi -. Questo è un settore che in un anno normale dà lavoro a un milione di persone che ad agosto diventa un milione e mezzo. Nessuno di quel mezzo milione è stato assunto e quel milione è in cassa integrazione”. Bisogna incentivare la ripartenza” ma in ogni caso c’è la consapevolezza che “non ce la faremo a riassumere tutti”. Federalberghi chiede fra le misure di “liberare da ogni vincolo le assunzioni, voucher compresi. Si dovrebbe poter assumere, “quando ce ne sarà bisogno, anche solo per un weekend o una settimana”. Inoltre il contributo a fondo perduto non andrebbe parametrato su aprile ma sul mese peggiore in quanto a perdite, dell’azienda”.

Bonus vacanze. Gli operatori sono d’accordo anche sulle riserve in merito al bonus vacanze: “E’ una misura molto importante per le famiglie, ma non può essere messa nel conto delle misure per il turismo – dice Barbara Maria Casillo, direttore di Confindustria Alberghi -. E’ inammissibile chiedere agli operatori, in un momento in cui hanno un grande bisogno di liquidità, di anticipare l’80% al cliente”. Inoltre le soglie di chi può usufruirne, andrebbero “assolutamente alzate”.

Agenzie di viaggio e tour operator. Marina Lalli presidente designata di Federturismo sottolinea la mancanza o l’inadeguatezza di misure ad hoc per aeroporti, cantieri nautici, porti turistici, parchi a tema, il mondo degli eventi e per le discoteche, “un settore che soffre dal primo giorno e che continuerà a soffrire fino al’ultimo”. Si dovrebbe intervenire in maniera più sostanziosa anche a favore delle agenzie di viaggio e dei tour operator. Il Fondo destinato a loro è di soli 25 milioni, e per un settore da migliaia di imprese “rischia di essere una beffa”.

Una storia da salvare. Il Coronavirus, nei mesi di marzo-aprile-maggio, “ha cancellato oltre mezzo secolo di turismo italiano – ha esordito Gianni Rebecchi, presidente Assoviaggi Confesercenti – che chiuderà dunque il 2020 con livelli di presenze che si registravano a metà anni ’60”.

Ministero ad hoc. Secondo Massimo Caputi presidente di Federterme, sarebbe utile in questa fase, poter avere un ministero ad hoc per il Turismo, perché l’attuale manifesto del turismo italiano “è un manifesto del vogliamoci bene”.

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