l'incontro a Palazzo dei Giurati con i direttori delle banche

Taormina. L’Amministrazione comunale di Taormina ha invitato nelle scorse ore a Palazzo dei Giurati i rappresentanti territoriali degli istituti di credito presenti a Taormina, e poi i commercialisti che operano nella Perla dello Ionio, per sensibilizzare gli addetti ai lavori a garantire “il massimo supporto agli operatori economici della città in questa fase di crisi epocale”. Per questo, si sono svolti in municipio due distinti incontri operativi, nel corso dei quali il sindaco Mario Bolognari, con il vicesindaco Enzo Scibilia e gli altri esponenti della Giunta, ha inteso confrontarsi con gli attori protagonisti delle procedure economiche che ora più che mai sono indispensabili alle imprese per rimettersi in carreggiata al cospetto di un momento di grande difficoltà.

Al tavolo anti-crisi. La richiesta avanzata ai professionisti convocati in municipio è quella di dare una mano al tessuto economico di Taormina ma anche di collaborare ed essere a tutti gli effetti parte integrante, in sostanza, dei ragionamenti e delle strategie anti crisi che il Comune intende porre in essere, di concerto con le varie categorie della città, per far sì che la Perla dello Ionio possa affrontare e superare il momento di sofferenza.

Riaperture a rilento. Archiviato il lockdown, dopo 2 mesi in cui tutto è rimasto fermo, Taormina sta riaprendo le sue attività ma in molti casi c’è ancora chi è rimasto chiuso, ha difficoltà a poter ripartire e materialmente non ce la fa ad affrontare gli effetti della crisi. I professionisti interpellati ieri dal Comune nel corso di questi incontri hanno dato massima disponibilità alla collaborazione.

Economia al bivio. Ai direttori di banca delle 9 filiali operative a Taormina il Comune ha rappresentato il quadro complicato di questa “fase 2” in cui Taormina ha necessità di resistere all’onda d’urto di uno tsunami economico e sociale che investe tutti e non risparmia nessuno. Nella ristorazione alcuni, con coraggio e speranza, hanno riaperto, ma molti altri ancora no. Nel settore alberghiero, diverse strutture stanno attendendo le prossime settimane per capire se si potrà lavorare da luglio in poi e salvare una parte della stagione. Ma, soprattutto, ci sono numerose piccole aziende locali che soffrono.

Anche i commercialisti. Il Comune si è fatto parte attiva di un tentativo di sensibilizzare le banche a poter espletare nel più breve tempo possibile le pratiche richieste dagli operatori economici. Un passaggio definito “fondamentale per consentire alla Città di Taormina di ripartire”. Ai commercialisti è stata chiesta la massima vicinanza, a loro volta, ai propri clienti, ai cittadini e alle aziende, nell’espletamento delle pratiche e di tutto quanto occorre per affrontare il momento difficile.

L’appello. “Non lasciamo da soli gli operatori economici”, è l’appello che parte da Palazzo dei Giurati. La burocrazia e le complessità delle procedure in ambito nazionale si riflettono a cascata sull’intero Paese e Taormina non fa eccezione, ma nella capitale del turismo si cerca di fare squadra con ogni componente attiva sul territorio, per creare le condizioni necessarie a far riaprire le attività. Così si auspica che vi sia il giusto supporto a fronte del complicato iter e di un lungo elenco di documenti che gli imprenditori devono affrontare per ottenere i prestiti grazie al decreto liquidità e alle successive misure previste dal Governo.

Spada di Damocle. Il Covid ha stravolto la situazione, la burocrazia rischia di rappresentare la Spada di Damocle in grado di infliggere il colpo di grazia a tante imprese che si trovano ad un bivio senza precedenti. Se il comparto alberghiero rischia di perdere 80 milioni di fatturato nel 2020, a cascata è altrettanto pesante la situazione del settore commercio ed è un effetto domino che in qualche modo si cerca di arginare sin da questo momento con delle contromisure non solo amministrative ma all’insegna del buon senso e della sinergia di un’intera filiera.

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