Vittorio Feltri

Nuova perla di Vittorio Feltri sul Sud. “Segnalo che non appena l’epidemia sarà un brutto ricordo, il che succederà presto, la famosa ripresa economica sarà opera prevalente della Lombardia, la quale è attrezzata per produrre. Il Risorgimento bis partirà ancora qui e non certo nell’ex Regno delle due Sicilie”. Così scrive il direttore di Libero in un ennesimo atto d’amore per la sua terra, comprensibile, legittimo e rispettabile.

Ma qualche precisazione appare d’obbligo sul Risorgimento al quale fa riferimento Feltri, che evidentemente non è stato quello che abbiamo studiato a scuola nei libri di storia, nei testi scritti da chi quella storia l’ha vinta e perciò ne ha voluto tramandare una narrazione di parte, parziale e non veritiera.

La risposta, impeccabile, a Feltri è arrivata da un collega giornalista Liberato Ferrara, che così dà una lezione di storia a Feltri:

I Savoia non hanno vinto una sola battaglia nelle tre guerre di Indipendenza. Nella prima, quando erano da soli, scesero in guerra dopo le 5 giornate di Milano. La Guerra di concluse con gli Austriaci che tornano a Milano. La Seconda Guerra di Indipendenza fu vinta da Napoleone III a Solferino. L’armistizio fu firmato contro il volere di Cavour. La Terza l’hanno vinta i tedeschi, dopo disastri in serie degli incapaci generali dei Savoia.

Il centro Italia fu annesso con una serie di plebisciti farlocchi. Quando alla spedizione dei Mille, lasciamo perdere. Il tutto nacque da un accordo degli inglesi con i malavitosi siciliani e campani. Garibaldi trovò steso un tappeto rosso. Gli inglesi avevano un solo interesse: i soldi dei Borboni che dovevano servire per sanare i debiti che il Piemonte aveva fatto coi banchieri britannici.

Il Risorgimento è un punto di vista di alcuni storici, che per altri va considerato per lo più un’invenzione. Perché come sempre avviene, la storia la scrivono i vincitori. E nei libri di storia non leggeremo mai che l’incontro di Teano tra Vittorio Emanuele II e Garibaldi doveva essere ben altro. Il Sabaudo era sceso con l’esercito per cacciare Garibaldi. Solo che quest’ultimo non sapeva nulla, e pensava altro. Quando lo capì, alla prima riunione del Parlamento Italiano, diede di matto.

E il povero Cavour che pensava che coi soldi del Regno delle Due Sicilie si potesse portare benessere anche al Sud Italia fu ucciso 15 giorni dopo la proclamazione del Regno d’Italia. Perché gli inglesi avevano deciso che quei soldi dovevano finire alla banche inglesi.

Caro Feltri, Napoli e Palermo erano capitali del Mediterraneo quando Milano era un villaggio austriaco. Poi le cose sono andate come sono andate. L’Italia è nata in un certo modo e si è sviluppata seguendo quella linea. 

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