Impregilo adesso si chiama WeBuild

Taormina. E’ scontro legale senza tregua tra il Comune di Taormina e Impregilo (attuale Webuild). Il Comune di Taormina ha incaricato un legale di fiducia, l’avvocato Andrea Scuderi, per fare appello a una sentenza del Tribunale di Palermo (Sezione V Civile specializzata Imprese) che il 26 ottobre 2019 si era pronunciata sulle risultanze della Commissione collaudo (sulla base delle quali Taormina chiede 40 milioni di danni) ed è una sentenza che viene ritenuta dal difensore del Comune “non condivisibile sotto diversi profili”.

Sfida a tutto campo. Il Comune ricorrerà in Corte d’Appello, nell’ennesimo atto di una battaglia a tutto campo, ancora aperta su diversi fronti. In Corte di Cassazione rimane il ricorso principale di Impregilo e al Tribunale di Messina le parti si fronteggiano sulla questione della correzione del lodo chiesta dall’impresa. La vicenda è nota e concerne i lavori di realizzazione dei parcheggi di Taormina, per un appalto allora da 67 miliardi e 800 milioni di vecchie lire. Da quel contratto d’appalto del 1989 e dai successivi lavori si è arrivati ad una causa infinita. Le parti chiedono l’una all’altra danni che superano i 40 milioni di euro.

Collaudo dei lavori. “Imprepar Impregilo con atto di citazione conveniva in giudizio il Comune asserendo che a completamento dell’opera pubblica – spiega l’assessore al Contenzioso, avv. Graziella Longo -, la Commissione collaudo, dopo 8 anni dall’ultimazione dei lavori, emetteva certificato dei lavori computando rivelanti detrazioni per asserita inadempienza e penali per ritardi, rimodulando le modalità di calcolo delle revisioni prezzi , giungendo a riconoscere un credito in favore dell’Amministrazione comunale di Taormina pari a 40 milioni. Imprepar Impregilo chiedeva l’accoglimento delle riserve apposte ed il riconoscimento del danno subito per effetto del ritardo nel collaudo delle opere”.

Il cavillo del lodo. Sempre all’avvocato Scuderi il Comune nei giorni scorsi aveva già dato mandato anche per resistere in giudizio sul reclamo in Corte d’Appello di Messina da parte della multinazionale che chiedeva “la correzione di errore materiale” del lodo del 21 ottobre 1997, depositato in cancelleria della Pretura di Messina il 14 aprile 1998. Impregilo vorrebbe la modifica di un atto che diverrebbe poi un cavillo per avere titolo a pretendere 28 milioni. Il 9 febbraio scorso il Tribunale di Messina ha respinto il ricorso di Impregilo, dichiarando la domanda di modifica del lodo arbitrale “inammissibile”. Ora Impregilo si è appellata contro questa sentenza. In Cassazione c’è poi un ricorso pendente di Impregilo, sul quale non è stata fissata al momento l’udienza, che potrebbe slittare al 2021. Impregilo reclama 28 milioni che con le varie rivalutazioni salirebbero a circa 40 milioni di euro. E 40 milioni, a sua volta, li reclama il Comune nei confronti di Impregilo sulla base delle risultanza degli atti della Commissione Collaudo dei parcheggi.

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