un'immagine d'epoca dell'inaugurazione di Casa Grandmont

Taormina. Archiviato il lockdown, il Comune di Taormina stringe i tempi per il piano di rifunzionalizzazione di Casa Gradmont. Si punta ad accedere delle somme, disponibili tra le risorse previste nell’asse 9 del Po Fesr 2014-2020 per realizzare sette alloggi sociali ed un nuovo centro anziani. Per questo si sta predisponendo l’apposita documentazione necessaria da trasmettere agli uffici di Palermo. L’edificio di oltre 600 metri quadri è in condizioni di degrado e verrà recuperato sulla base di un protocollo d’intesa sottoscritto dal Comune con l’Istituto Autonomo Case Popolari di Messina. L’obiettivo è quello di poter incassare entro l’autunno il placet della Regione, per poter cantierare i lavori in Via Fazzello nel 2021. Nel frattempo a breve ci sarà una “missione” a Palermo da parte degli amministratori taorminesi e in questa fase, si andrà a definire la preparazione degli incartamenti da porre al vaglio della Regione.

La destinazione. I sette alloggi verrebbero destinati a “giovani coppie, ad anziani soli”, applicando “un canone calmierato”. Il progetto prevede che un’ala del complesso venga destinata, come detto, a centro sociale per gli anziani con spazi destinati allo svolgimento di attività di integrazione e socializzazione (corsi di formazione, proiezioni, sale lettura e riunioni). L’intesa raggiunta tra il Comune e l’Iacp si prefigge di porre in essere finalità di “integrazione sociale” e di “sviluppare relazioni tra gli abitanti e il centro storico”.

La polemica. Non è mancata, tra l’altro, nei mesi scorsi neanche qualche polemica, poiché secondo alcuni cittadini taorminesi l’iniziativa non sarebbe in linea con le volontà testamentarie lasciate dal benefattore Alfonso Grandmont. Il pittore belga disponeva l’utilizzo dell’immobile (che sino agli anni Novanta fu sede dell’asilo comunale) per finalità cioè sociali ma per farne una casa di riposo. Ma il Comune sta andando avanti con il piano di “social housing”. “La nostra iniziativa è coerente con la volontà testamentaria, non si tratta di edilizia economica e popolare e il piano non è destinato a famiglie con reddito basso ma a quelle con un reddito medio-alto che non consente loro di accedere all’edilizia economica e popolare”, ha ribadito l’Amministrazione.

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