in Sicilia bisogna indossare le mascherine

L’utilizzo delle mascherine per l’emergenza Coronavirus diventerà obbligatorio in Sicilia. “Per ora non abbiamo posto alcuna sanzione per chi gira senza mascherina, ma ho visto tante persone che girano senza e non escludo nei prossimi giorni di prevedere sanzioni“. Lo ha detto il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, intervenendo alla trasmissione Omnibus su La7.

Nel provvedimento firmato ieri, il governatore prevede nell’Isola, tra l’altro, che “è obbligatorio nei luoghi pubblici e aperti al pubblico l’utilizzo di mascherina o altro strumento di copertura di naso e bocca” e che “il dispositivo protettivo deve, comunque, essere sempre nella disponibilità del cittadino nella eventualità in cui ne sia necessario l’utilizzo”.

“Noi – ha spiegato – abbiamo chiesto autonomia e questo vuol dire soprattutto responsabilità, significa capacità di assumere l’onere delle conseguenze, sia positive che negative. Il governo su questa tesi ha tergiversato, ha perso tempo e abbiamo perso una notte insonne nel confronto con Roma, ma alla fine le linee guida che noi regioni avevamo proposto al presidente del Consiglio sono diventate materia del premier”.

“A parte un po’ di teatralità – ha sottolineato Musumeci – la verità è che l’Italia non è un territorio omogeneo, anche dal punto di vista del dato epidemiologico e questo è sotto gli occhi di tutti. Il mezzogiorno se l’è passata meglio. La riapertura rappresenta una molla psicologica, qui siamo al deserto dell’economia, ognuno spera di poter guardare avanti con un minimo di prospettiva. Davanti abbiamo due domande: quanti posti di lavoro perdiamo? Quante vite umane perdiamo? Sono due facce della stessa medaglia e nessuno può dare una risposta certa, perché non abbiamo esperienza, non abbiamo parametri con i quali rapportarci. Credo sara’ necessario rapportarci con il dato epidemiologico e se il dato dovesse subire variazioni si dovrà intervenire subito, senza aspettare Roma, ma oggi in Sicilia respiro un’aria nuova, è tornato il sorriso in bocca”.

“Abbiamo impiegato 5 giorni di confronto con il Governo per arrivare a queste linee guida – ha sottolineato -. Abbiamo cominciato martedì il confronto, con quotidiane riunioni in video conferenza e quando Conte ha detto che eravamo divisi dopo tre ore abbiamo dimostrato che non era vero e abbiamo presentato le linee guida sottoscritte da tutti. A quel punto il Governo si è diviso tra chi voleva ascoltare le regioni e dare loro autonomia e chi si è iscritto al partito del comitato tecnico scientifico e dell’Inail, quindi alle misure di massima ristrettezza e per certi versi misure illogiche. La politica – ha proseguito Musumeci – deve assumersi la responsabilità di decidere, dopo aver ascoltato i consulenti ma non è lo scienziato che può definire una norma, questo purtroppo è accaduto ed è una manifestazione evidente della mancanza di fiducia nelle regioni. È chiaro che noi governatori siamo i primi a dover mantenere l’equilibrio, visto che viviamo di consenso e il consenso si ottiene se determiniamo il controllo del contagio e se determiniamo la ripartenza. Questo a Roma non lo hanno capito tutti”.

 

 

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