l'iniziativa della Fisascat Cisl a Giardini Naxos

“Il Decreto Rilancio è l’ennesimo provvedimento deludente del governo, che non risolve in alcun modo la problematica degli stagionali del turismo, da questo sindacato affrontata in questi anni con grande determinazione in tutte le sedi e con innumerevoli iniziative poste all’attenzione delle Istituzioni nazionali e regionali, nelle piazze del Paese e con la raccolta firme di migliaia di lavoratori. Non possiamo non rilevare l’assenza di attenzione ma soprattutto della dovuta considerazione verso migliaia di lavoratori, che oggi subiscono gli effetti disastrosi del Jobs Act, riforma che dal 2015 in poi, con la contestuale abrogazione della Aspi, ha aggravato in termini esponenziali una situazione già critica, nella quale adesso si registra il definitivo colpo di grazia nell’emergenza Coronavirus”. Lo afferma in una nota la Fisascat Cisl Messina, che così torna ad evidenziare la problematica dei lavoratori stagionali del turismo dimenticati dal governo Conte.

“Abbiamo consegnato a suo tempo all’ex governo Gentiloni, all’allora ministro del Lavoro, Poletti, e poi al governo Conte 1 e Conte 2, con i rispettivi ministri Di Maio e Catalfo, e anche all’attuale ministro Franceschini – affermano i responsabili della Fisascat Cisl Messina, Salvatore D’Agostino e Pancrazio Di Leo -, le petizioni effettuate dalla Fisascat Cisl con le firme e il grido di dolore di tantissimi lavoratori che sono costretti a vivere con dei contratti stagionali, spesso a rischio di non ottenere neanche quelli e che devono anche lottare per maturare i requisiti di percepimento della Naspi per affrontare in qualche modo i mesi invernali in cui si trovano ad essere disoccupati involontari. Ma il problema non è stato mai risolto”.

“Cambiano i governo e i ministri ma il problema degli stagionali non viene mai risolto e nemmeno affrontato. Oggi il Covid19 ha spazzato via tutte le residue, e già poche certezze, di questi lavoratori che prima contavano sulla speranza di lavorare per 6 mesi e che quest’anno nella quasi totalità dei casi non potranno lavorare in estate perché alberghi, bar e ristoranti rimarranno chiusi per effetto della crisi. E come faranno a sopravvivere questi lavoratori? Che ne sarà di tante famiglie che sino ad oggi sono andate avanti con un unico reddito derivante dall’impiego stagionale?”.

“I problemi degli stagionali non si risolvono con le 600 euro, chiediamo la reintroduzione della Aspi o in qualsiasi caso la modifica urgente dell’attuale disciplina normativa, con l’introduzione di norme a tutela dei lavoratori per tutta la fase di emergenza (intero anno 2020), ponendo in essere idonei strumenti normativi atti a consentire ai lavoratori di superare la crisi e di non perdere il proprio posto di lavoro”.

“Siamo di fronte un’emergenza che è ormai dramma, anzi strage sociale, ma non abbiamo nessuna intenzione di arrenderci. Nei mesi recenti non abbiamo avuto la possibilità di scendere in piazza soltanto perché era in atto l’emergenza sanitaria e c’era in atto il lockdown da rispettare. Ma la lotta è già ripartita. Ci fa piacere, a tal proposito, che i lavoratori stagionali si siano mossi anche attraverso la nascita di un gruppo di protesta. La loro voce è la nostra. L’impegno per gli stagionali è una battaglia che, “nell’assenza ed estraneità” di altri e non di questo sindacato, la Fisascat Cisl sta già portando avanti da tanti anni mettendoci il cuore e la faccia, sin da quando nessuno si occupava di questa emergenza o peggio la sottovalutava. Oggi questa emergenza purtroppo rischia di arrivare adesso al punto di non ritorno e adesso più che mai occorre fronte comune per far valere i diritti dei lavoratori”.

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