estate in spiaggia

Giardini Naxos. Il sindaco di Giardini Naxos, Nello Lo Turco, ed il presidente del Consiglio comunale, Danilo Bevacqua, hanno incontrato gli operatori dei lidi balneari della località turistica per fare il punto della situazione in vista della stagione estiva, alla luce delle molteplici difficoltà legate al momento.

“Il momento è evidentemente complicato per tutti e la crisi non risparmia nessuno – ha detto Bevacqua -. Adesso bisogna cercare di capire quali saranno le linee guide definitive per poter organizzare la stagione balneare. Giardini Naxos vive di turismo e di mare, c’è una filiera che è preoccupata e che sta cercando di capire come organizzarsi per fronteggiare le difficoltà di questa emergenza. Va dato atto agli operatori dei lidi di aver fatto un’analisi lucida e condivisibile della situazione e va anche detto che non c’è da parte loro nessuna pretesa di ampliare gli spazi attualmente in concessione per compensare le perdite che probabilmente si determineranno dalle regole sul distanziamento che verranno imposte dal governo. C’è grande rispetto, da parte loro, del disagio che vivono quelle famiglie e quelle persone che non potranno permettersi di andare al lido e che preferiranno, comunque, andare nelle spiagge libere”. E proprio sulle spiagge libere di Giardini, come del resto nell’intero litorale del comprensorio ionico, si sta cercando di capire come organizzare gli spazi, se si dovranno porre in essere dei controlli o contingentare gli ingressi.

“Per le spiagge libere – spiega Bevacqua – ci siamo aggiornati ad un successivo incontro, anche per cercare di capire come si dovrà intervenire. Va detto che la legge 17/1998 istituiva il servizio di vigilanza delle spiagge. Ma per fare questo la Regione Siciliana dovrebbe darci una mano e mettere a disposizioni un contributo economico. Ad oggi una previsione in tal senso non c’è e dubitiamo che possa esserci”. La vigilanza attraverso la presenza dei bagnini anche negli spazi liberi del litorale rappresenterebbe una soluzione idonea per controllare i flussi e monitorare il rispetto delle regole. Ma, in sostanza, servirebbero circa 40 mila euro, o forse anche di più, e ad oggi da Palermo non arrivano indicazioni incoraggianti sulla disponibilità di queste ulteriori risorse o sulla volontà da parte della Regione di agire in questa direzione.

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