Daniele Andronaco

Taormina. “Ci aspettavamo decisamente di più dal Decreto Rilancio. In realtà è cambiato poco e per consentire alle imprese di ripartire, con delle prospettive certe, serve decisamente altro”. Lo ha dichiarato il direttore provinciale di Confesercenti Messina, Daniele Andronaco.

“E’ stata disposta la riapertura delle attività ma adesso bisogna mettere gli operatori economici nelle condizioni di resistere alla crisi – spiega Andronaco -. Il problema, che rimane, è quello riguardante la liquidità alle aziende, che al momento non è arrivata e senza la quale tutti gli altri discorsi sono relativi. Si parla di misure a fondo perduto ma c’è da capire come, quando e se queste somme arriveranno ai commercianti. Noi lo avevamo detto in tempi non sospetti che non era un problema semplicemente di date, ma che la ripartenza andava pianificata e sostenuta soprattutto economicamente, in modo da dare modo agli operatori economici di non rimanere in questo limbo di incertezza. C’è chi sta già riaprendo ma con grandi difficoltà e con l’incertezza di non sapere come andranno le cose da qui in avanti, e ci sono quelli che non riapriranno, per propria scelta, o perché non ce la fanno a rimettere in azione la propria attività”.

“Noi abbiamo parlato ai tavoli regionali e nazionali e abbiamo presentato delle proposte concrete e fattibili per affrontare questa emergenza economica e sociale. Tra l’altro, siamo intervenuti duramente e ridurre al minino i termini del distanziamento sociale ad un metro, vincendo la battaglia sui lidi balneari che avrebbero perso sennò il 70% dei posti, e che perlomeno adesso potranno contenere tale perdita entro il 30% circa”.

“Alcuni esercenti non riapriranno ed è chiaro che a monte di tutto vanno fatte delle valutazioni economiche e capire se ne vale la pena e per quale turismo. L’apertura delle frontiere è un primo passo in avanti per sperare che qualcosa si possa rimettere in movimento ma nelle località di riferimento del turismo, come Taormina, gli alberghi faranno bene i conti prima di decidere se riaprire o no. Non dobbiamo dimenticare che la clientela americana, quella extra europea, non ci sarà e diverse zone dell’Europa sono ancora bloccate. Quindi non si sa quanti vantaggi potrebbero avere le strutture ricettive a riaprire. Tutti vogliamo che chiunque possa riaprire al più presto, ma dobbiamo essere realisti sullo scenario che potrà verificarsi da qui ai prossimi mesi. In queste ore alcuni operatori economici hanno riaperto, anche con entusiasmo e con speranza, però non è facile andare avanti. Di fronte a tutti questi interrogativi lo Stato deve fare la sua parte e fare di più. Nella ristorazione la situazione rimane critica. Gli spazi interni si sono ridotti e bisogna cercare di ottimizzare la disponibilità dei suoli pubblici, anche in base a quella che sarà la volontà degli amministratori di rivederli e ampliarli”.

“A Taormina si parla di tavoli tecnici che dovrebbero affrontare i problemi ma, per quanto ci riguarda, noi non siamo interpellati o presi in considerazione. Ci auguriamo che anche gli amministratori locali facciano la loro parte, perché Taormina è una capitale del turismo e merita provvedimenti concreti e incisivi per potersi rilanciare in questa profonda crisi che non risparmia nessuno”.

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