il presidente del consorzio Centro Commerciale Naturale Taormina, Salvo Fiumara

Taormina. “Il Governo deve dire con chiarezza se vuole dare precedenza in questa “fase 2″ alle mete turistiche o se invece alle grandi città. E’ questa la vera premessa a qualsiasi ragionamento per capire come e chi potrà ripartire”. Il monito arriva dal presidente del consorzio Centro Commerciale Naturale Taormina (CCNT), Salvo Fumara che così non fa mistero delle sue perplessità e del disappunto sulla situazione di incertezza che continua a caratterizzare l’emergenza Coronavirus ormai diventata una vera e propria emergenza per l’economia e per il turismo.

Quale ristoro. “Al momento – evidenzia Fiumara – l’unica amara certezza è che per quanto riguarda gli aiuti promessi non si è visto niente. Se il decreto Rilancio porterà liquidità reale, allora va bene, diversamente saremo sempre punto e a capo. Anche sul ristoro, sin qui mancato, per gli incassi delle attività nei mesi di marzo ed aprile, si dice che verranno date delle somme a fondi perduto a chi ha avuto un decremento superiore al 33 per cento delle somme incassate nell’anno precedente. Ma sarà davvero cosi? Siamo in attesa di appurare quando, come e se verranno dati questi aiuti”.

Fare chiarezza. “Siamo molto preoccupati anche per quanto riguarda la responsabilità che si intende far gravare sul datore di lavoro, in termini civili e penali, rispetto al lavoratore che si può ammalare di Coronavirus e nelle aperture si dovrà tenere conto anche di questo aspetto di non secondaria importanza – continua Fiumata -. Inail deve porre in essere una regolamentazione normativa chiara e giusta, e riconoscere se l’imprenditore ha agito in maniera virtuosa. Se l’operatore economico, cioè, si attiene ai protocolli e fa tutto quanto è necessario per garantire l’igiene, la sicurezza dei locali e quindi l’incolumità del lavoratore, e se poi tuttavia il lavoratore contrae il virus in altri ambienti e in differenti contesti, non è corretto che la responsabilità debba comunque ricadere su di noi”.

Oltre il “volemose bene”. “A Taormina, come del resto anche altrove – spiega Fiumara – le riaperture non potranno avvenire tutte nello stesso momento. Non basta il “volemose bene” e i soliti slogan che abbiamo spesso sentito in questo periodo. Oltre l’incoraggiamento, c’è la necessità di programmare tutto in modo sostenibile ed attuabile. Al momento è ancora tutto fermo. La verità è che per molte attività è complicato poter riaprire a queste condizioni e con il rischio di aggravare la propria crisi in assenza di clientela e quindi di fatturato. In questo caos chi può deve riaprire. Sono stato sin dalla prima ora del parere che bisogna riaprire, ma devono esserci le condizioni. Almeno inizialmente potranno riaprire soprattutto le attività che hanno una gestione familiare o costi di gestione non particolarmente onerosi”.

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