la senatrice Urania Papatheu

“Passano i decreti, cambiano i nomi ma l’ennesimo Dl del Governo Conte non aiuta il Paese e lo affonda. E’ un altro bluff che promette soldi a maggio, con un dl scritto in aprile e pensato a marzo, in una crisi iniziata a febbraio e già nota a gennaio. Intanto si aggrava il dramma di lavoratori, imprese e famiglie”. Lo ha dichiarato la parlamentare siciliana, sen. Urania Papatheu, che così incalza il governo Conte sulla questione irrisolta dei lavoratori stagionali dimenticati da Palazzo Chigi e per i quali non arriva una soluzione risolutiva.

Nessun sostegno. “Per il ministro Catalfo – spiega Papatheu – questo decreto è “un importante traguardo”, ma nel 12esimo dl prodotto in 4 mesi, come in tutti i precedenti non c’è nessun sostegno ai lavoratori stagionali del turismo, comparto vitale declassato a categoria fantasma, che vale per M5S e Pd 600 euro una tantum, per alcuni lavoratori e nemmeno tutti. Al Sud e in Sicilia si vive di turismo, migliaia di famiglie hanno un unico reddito da un impiego di 6 mesi in questo settore, che nell’estate 2020 nella quasi totalità dei casi non ci sarà ma il dramma dei nuovi invisibili al governo non interessa. Per M5s-Pd gli stagionali sono solo lettere, un codice (Ateco) e non persone che meritano rispetto.

Il confessionale di Conte. “Le priorità del governo sono altre: il ministro Bellanova piange commossa in ‘modalità Fornero’ per i migranti, mentre al Sud piangono per la disperazione migliaia di lavoratori stagionali che non hanno più un euro da gennaio e dovranno morire di fame almeno sino al 2021. Dal suo confessionale il premier Conte ha elencato, ancora una volta, numeri di presunti aiuti (a debito) come fosse la ‘lotteria’ di fine anno. Ha detto che questa nuova manovra ne vale due: ha ragione, peccato che si tratti di freno a mano e retromarcia per il Paese. Un altro passo verso il baratro: i lavoratori italiani (in lacrime) ringraziano”.

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