il consigliere di opposizione Salvo Cilona

“Taormina è una capitale del turismo e non può rimanere chiusa. Le difficoltà da affrontare saranno tante ma bisogna ripartire e trasferire un messaggio di positività anziché piangerci addosso, che non è nel nostro stile”. Lo afferma il consigliere di opposizione Salvo Cilona, ex assessore al Turismo e candidato sindaco alle Comunali 2018 che così spinge gli operatori economici alla riapertura e lancia un appello: “Bisogna far capire che la città è pronta ad accogliere tutti, anche se molti turisti non potranno arrivare”.

Confronto con Bolognari. “Ho avuto un confronto con il sindaco – spiega Cilona – e riteniamo, condividendo lo stesso approccio all’emergenza, che si debba cercare di ripartire. I nostri competitori principali, cioè Spagna, Croazia, Grecia e Slovenia sono già ripartiti con una forte campagna promozionale e dobbiamo stare attenti a non farci portare via importanti flussi turistici nel momento in cui si potrà tornare ad un progressiva normalità. In qualche modo si vede la luce in fondo al tunnel ed il 18 maggio potranno riaprire diverse attività e in vista di quella data l’augurio è che i commercianti facciano uno sforzo comune, anche tenendo conto delle grandi difficoltà. Ci sarà chi riaprirà per l’intera giornata e chi per mezza giornata ma un segnale va dato e sono fiducioso che questo segnale arriverà. Tutti devono fare la propria parte. Al Governo, che nei fatti ha dimenticato settori come quello alberghiero ed extra-alberghiero, chiediamo di togliere i vincoli sugli spostamenti, per far sì che Taormina possa ricevere almeno quel turismo di prossimità, a cui non credo in alcun modo ma che, a quanto pare, è il flusso in questo momento da cui si può cercare di ricominciare a far muovere la gente. Alcune agenzie vorrebbero aprire ma deve ripartire il trasporto aereo o avremo grandi difficoltà. Qui si vive di turismo e per lo più di quello straniero. Anche dalla Regione ci aspettiamo un supporto importante”.

Aiutare le attività. “Taormina – continua Cilona – ha nel suo dna gioia, entusiasmo e voglia di non arrendersi alle difficoltà e così deve essere anche stavolta. Le prescrizioni del Governo non devono diventare restrizioni, perché altrimenti tanti bar e ristoranti non potranno rialzare la saracinesca e riaprire. Le misure di distanziamento che si prospettano, se verranno confermate, sono ridicole e prive di logica e buon senso: che senso ha far mettere i tavoli a 2 metri e le persone a 4 metri? Molte attività hanno pochi spazi interni ed anche all’esterno. Si ponga rimedio se non si vuole uccidere il turismo ed il commercio e, quindi, l’economia del territorio. Mettere le attività nelle condizioni di tornare a lavorare è anche importante per liberare dalle paure e dalle angosce la gente che per 2 mesi è rimasta chiusa in casa e che dovrà superare l’ostacolo psicologico che la realtà e anche una parte dei media hanno creato.

Non si può chiudere. “Ci saranno grandissime difficoltà e lo sappiamo, così come è chiaro che il Governo sta promettendo soldi a tutti ma quelle piccole somme non verranno erogate prima di luglio o agosto. Non possiamo aspettare qualcosa che forse nemmeno arriverà. Ci vogliono le giuste precauzioni ma non possiamo chiudere sino al 2021. Le banche non fanno atti d’amore e chiederanno sempre documenti sperando che il commerciante decida di desistere. Qui si vive di turismo e dobbiamo far vedere che Taormina è viva ed è aperta e disposta ad accogliere tutti”.

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