Mario Bolognari e Orlando Russo

Taormina. L’Unione dei Comuni Naxos-Taormina fa quadrato per opporsi alla crisi economica e sociale che rischia di flagellare il primo polo turistico siciliano. Per questo il presidente dell’Unione (il sindaco di Castelmola), Orlando Russo, ha infatti preannunciato la volontà di convocare una summit dei sindaci al fine di affrontare in termini congiunti l’emergenza. Già si prospetta anche una missione a Roma, non appena sarà possibile, da parte di una delegazione dei sindaci nel tentativo di capire le reali opportunità di ottenere un sostegno adeguato da parte del governo. Dell’Unione fanno parte Taormina, Giardini, Castelmola, Letojanni, Mongiuffi e Gallodoro.

Muoversi insieme. “Dobbiamo sederci subito attorno ad un tavolo – afferma Russo -. Da soli non si va più da nessuna parte. L’Unione dei Comuni ora più che mai diventa uno strumento fondamentale per intercettare risorse e finanziamenti. I fondi li dovremo chiedere tutti insieme. I comuni erano già quasi tutti al dissesto prima di questa crisi, ora rischiamo di non avere scampo. O ci muoviamo tutti insieme o siamo morti, non ci sono alternative per resistere a questa crisi epocale che investe l’intero Paese, e che tocca da vicino a maggior ragione noi che viviamo di turismo e di un’economia stagionale”.

“Sprofondo rosso“. I numeri sono già da “profondo rosso” o forse è meglio dire da “sprofondo rosso”. Taormina ha chiesto un’anticipazione di cassa alla tesoreria da 10 milioni e 700 mila euro, sta perdendo già in partenza introiti per 3 milioni e 400 mila euro di tassa di soggiorno e quasi Un milione di ticket di parcheggi. Castelmola rischia di perdere i circa 100 mila euro di introito annuale del parcheggio Sotto Porta, che consente la sosta per chi arriva nel borgo. Ma anche lì ci sono altre voci importanti, come l’imposta di soggiorno e sono altri 40-50 mila euro in meno che non ci saranno in bilancio. Giardini Naxos perderà Un milione di tassa di soggiorno, che è quella che consentiva di poter sostenere al Comune il pagamento della rata annuale del piano di predissesto, in un piano che era giunto ormai alle ultime due annualità e la cui conclusione ora si allontana. Anche Letojanni vive di turismo e pure in questo caso si va perdendo una serie di entrate a partire dall’importante introito dell’imposta di soggiorno. Un dramma che unisce tutti e che a cascata si riflette sulla difficoltà a poter riscuotere i tributi locali, perché la gente non avrà i soldi per pagare le bollette. Di conseguenza, senza questi introiti sono a rischio le coperture economiche per garantire i servizi essenziali. Già adesso, all’alba dello “tsunami” economico prodotto dal Covid” i comuni dell’Unione vedono prospettarsi un buco complessivo che va da un minimo di 10 milioni ad una ben più ampia forbice di oltre 20 mln. Numeri pesantissimi, da incubo.

No alla resa. “Noi siamo il primo polo turistico siciliano – rimarca Russo -. Non possiamo arrenderci e subire questa crisi senza reagire. Se necessario andremo a Roma e faremo sentire la nostra voce. Prima però dobbiamo organizzarci e confrontarci, fare squadra e con una visione d’insieme fare una sintesi dei problemi che ci riguardano tutti”.

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