Palazzo dei Giurati, sede del Municipio di Taormina

Taormina. Il Comune di Taormina ha impegnato la somma di 37 mila 908,73 euro nel bilancio 2020 per il rimborso di spese legali sostenuti da alcuni amministratori e tecnici di Palazzo dei Giurati per alcune cause affrontate e dalle quali sono emerse poi delle relative assoluzioni. Si tratta di un rimborso “per fatti ed atti oggetto di contestazione, posti in essere nell’espletamento dell’incarico di pubblico dipendente e/o di amministratore del Comune di Taormina”.

Le richieste all’ente. Nel dettaglio l’ente locale rimborserà all’attuale sindaco Mario Bolognari un importo previsto di 11 mila 884,53 euro, ed 8 mila 881,60 euro all’ex sindaco Eligio Giardina. Oltre a loro, verranno rimborsati per le spese legali sostenute anche l’ing. Nunzio Priolo, ex dirigente dell’Ufficio Lavori pubblici del Comune (attualmente funzionario del Parco Fluviale dell’Alcantara) per 8 mila 869,39 euro e l’attuale dirigente dell’Ufficio Tecnico comunale di Taormina, l’ing. Massimo Puglisi per un importo di 8 mila 273,21 euro. Da qui il totale di quasi 38 mila euro di cui si farà carico il municipio nel redigendo documento economico-finanziario dell’anno 2020.

La ricognizione. “Gli importi sono scaturiti – ha spiegato il segretario generale, Antonino Bartolotta – da una ricognizione delle pratiche dell’Ufficio Contenzioso dell’ente. Sono stati rilevati vari procedimenti non ancora conclusi, alcune richieste di rimborso per spese legali sostenute da amministratori e dipendenti”.

Quattro rimborsi. Bolognari è stato sottoposto, a suo tempo, ad un procedimento penale presso il Tribunale di Messina che si è definitivamente concluso con sentenza della Cassazione del 2013, che ha disposto il non dover procedere nei confronti del primo cittadino in ordine al reato ascritto “perché l’azione penale non poteva essere iniziata per mancanza di querela”. Il 13 marzo 2018, l’avvocato Letterio Arena, per conto di Bolognari, ha richiesto il rimborso delle somme in questione. Per l’ex sindaco Giardina si tratta di una sentenza del Gup di Messina di “non luogo a procedere perché il fatto non sussiste” e dopo tale sentenza è stato richiesto il rimborso quantificato con nota dell’8 marzo 2018. Infine, altri due procedimenti che si erano tenuti presso il Tribunale di Messina. Priolo è stato assolto per un procedimento concluso nel 2015 “poiché il fatto non sussiste” (nel gennaio 2016 ha richiesto il rimborso delle spese sostenute) e così anche Puglisi, assolto “perché il fatto non sussiste” nel 2018 (ed il cui legale, avv. Tiziana Calabria, lo scorso 17 aprile ha notificato al Comune il rimborso delle spese legali).

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