Giovanni Aucello

Taormina. “Siamo fortemente preoccupati per quella che potrà essere la situazione da qui ai prossimi mesi nella zona a mare di Taormina. Siamo sempre stati ottimisti anche nei momenti più difficili ma in questo momento tutto è fermo e i segnali non sono affatto incoraggianti”. Così il presidente del comitato cittadino “La Voce del Mare”, Giovanni Aucello, commenta lo scenario decisamente all’insegna della sofferenza che si va prospettando per il litorale della Perla dello Ionio, che da sempre è la zona di riferimento delle estati taorminesi e dove quest’anno la crisi determinata dal Covid mette a rischio le attività economiche, paralizza la stagione balneare e potrebbe provocare la chiusura forzata di diverse strutture ricettive, con i riflessi negativi del caso anche per la funivia Taormina-Mazzarò.

Crisi senza precedenti. “Lo scenario è quello che non avremmo mai pensato di dover affrontare – afferma Aucello -. Nella zona a mare abbiamo affrontato nel 2015 i danni dell’alluvione che ha bloccato sino alla primavera dell’anno successivo la funivia, ma qui siamo di fronte ad una pandemia che, per quanto fortunatamente non abbia colpito questo comprensorio in termini di emergenza sanitaria, rischia di produrre adesso i veri effetti disastrosi sull’economia del territorio. Diversi alberghi, non avendo clientela, stanno valutando l’opportunità di rimanere chiusi. E del resto sono ancora fermi i trasporti e i voli internazionali. La funivia, che prima trasportava 12 persone per cabina, ora ne potrà trasportare soltanto 4, anche se a tal riguardo ci arrivano almeno rassicurazioni che non ci sarà la chiusura dell’impianto e che, quando potrà ripartire, funzionerà anche con questo numero ridotto di passeggeri. Non sappiamo se e quando inizierà la stagione balneare. Stiamo andando incontro ad una stagione estiva di grande incertezza. Il governo non sa cosa vuole fare e sin qui non registriamo aiuti concreti”.

Speculazioni e sacrifici. Aucello, noto ristoratore taorminese che da tanti anni rappresenta un punto di riferimento nella zona di Isolabella-Mazzarò, boccia l’ipotesi delle barriere di plexiglass: “E’ una stupidata che non è immaginabile e che, tra l’altro, rischia anche di diventare un fattore di pericolo all’incolumità delle persone nelle giornate di vento. Qualcuno vuole speculare sulla crisi, come del resto lo stesso vale per la sanificazione dei locali: siamo pronti ad ottemperare a questo obbligo ma quali costi imporrà e come dovranno essere svolte queste attività? A fronte di fatturati che calano e turisti che non ci saranno, siamo costretti ad affrontare tanti punti interrogativi che rendono ancora più incerta la situazione. Il governo metta almeno dei paletti e faccia chiarezza. La crisi non attende. Se bisogna fare un sacrificio lo faremo ma tutti dobbiamo sapere a cosa stiamo andando incontro. Il turismo locale o di prossimità non può bastare: chi arriva da altre zone della Sicilia forse verrà qui il sabato e la domenica, a luglio e agosto ma non si risolve così la crisi”.

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