il dott. Giuseppe Cinnirella, responsabile dell'Emodinamica all'ospedale di Taormina

Com’è trascorsa la “fase 1” della pandemia Coronavirus nel reparto di Emodinamica dell’ospedale San Vincenzo di Taormina? Quali sono le prospettive per la cura delle persone cardiopatiche dopo l’emergenza Covid19? Lo abbiamo chiesto al dott. Giuseppe Cinnirella, responsabile dell’UOS di Emodinamica di Taormina afferente all’UOC di Cardiologia diretta dal dott. Ludovico Vasquez. Uno dei più stimati e preparati professionisti del presidio ospedaliero di Taormina analizza per noi ciò che è accaduto ed il possibile scenario per i prossimi mesi.

Dott. Cinnirella, come sono andate le cose nel reparto di Emodinamica in questi mesi recenti caratterizzati dall’esplosione dell’emergenza sanitaria?  
“Durante la fase 1 – spiega il dott. Cinnirella – della emergenza Covid 19 si è assistito ad un netta diminuzione dei pazienti colti da infarto miocardico giunti, purtroppo, al Pronto Soccorso ”tardivamente”, vanificando così tutti gli sforzi che per anni i cardiologi interventisti hanno fatto nel divulgare il rispetto dei tempi, entro 2 ore dall’inizio della sintomatologia (golden hour), con l’introduzione della rete dell’infarto con la quale abbiamo ridotto notevolmente la mortalità intraospedaliera”. 

Come si può spiegare tutto questo?
“La paura di contrarre il Covid 19 è stata maggiore rispetto a quella di essere curato tempestivamente con l’angioplastica coronarica” con conseguente peggioramento della qualità di vita dei cardiopatici ed in alcuni casi complicanze che non si vedevano ai tempi dell’era pre-angioplastica”.

L’Ospedale di Taormina ha adottato un piano in tal senso?
“In questa fase l’ospedale San Vincenzo di Taormina “non Covid” ha adottato un piano di sicurezza anti Covid che ha garantito l’emergenza ai cardiopatici con dei percorsi terapeutici diversi da quelli potenzialmente Covid, purtroppo la paura di contrarre il Covid ha fatto si che i pazienti convivessero con il dolore al petto per lungo tempo rimanendo a casa con le drastiche conseguenze derivate fino al decesso a domicilio”.

Come sarà la “fase 2” della pandemia per i cardiopatici?
“Adesso ci troviamo nella fase 2 in cui grazie alle restrizione adottate , al distanziamento sociale ed alle recenti terapia intraprese per il Covid 19 soprattutto nella fase precoce, non sembra essere una condanna a morte, invece l’immotivata paura dei cardiopatici ad accedere al pronto soccorso in caso di dolore toracico può recare conseguenze più gravi del Covid 19 se non si interviene tempestivamente”.

Vuole lanciare un messaggio ai cardiopatici?
“Ne approfitto di questa intervista per rassicurare i cardiopatici invitandoli ad non avere paura di contrarre il Covid in ospedale , di essere attenti ai sintomi “noti” per l’infarto senza restare a lungo a casa per non avere conseguenze drastiche. Inoltre vorrei segnalare ai cittadini del territorio afferente all’Ospedale San Vincenzo di Taormina che ad oggi medici ed personale infermeristico non hanno avuto contagi da Covid 19. Auspico che i cittadini continuino a non affollare inutilmente il pronto soccorso per sintomi e/o situazioni che possono essere gestiti benissimo dai medici di Medicina Generale poiché questa pandemia ci ha confermato l’abuso gratuito che si è fatto in questi anni dei medici del pronto soccorso mettendo in crisi il sistema di emergenza a discapito dei più bisognosi”.

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