i nuovi obblighi di distanza nei locali

In molti l’hanno già definita come una vera e propria sentenza di condanna a morte per le attività della ristorazione. La riapertura di bar e ristoranti, taverne e pizzerie dovrà garantire il pieno rispetto delle tre dimensioni di nuovo rischio Covid-19 finora indicate da Inail in sede di Comitato tecnico scientifico: prossimità, ossia la distanza da rispettare tra lavoratori; esposizione, ovvero l’avvicinamento a soggetti potenzialmente contagiosi; aggregazione, l’impatto sulle comunità che frequentano i locali e le aree limitrofe. Tradotto in pratica: uno spazio di quattro metri quadrati per cliente e una distanza non inferiore a due metri tra un tavolino e l’altro. Vincoli che si potranno rispettare anche ricorrendo, perlomeno nei mesi estivi, a deroghe comunali sull’occupazione degli spazi pubblici. Si potranno in questo modo piazzare tavolini all’esterno, magari utilizzando parte del parcheggio privato, se c’è.

Quattro metri per cliente. Le linee guida che Inail ha messo a punto, nell’ambito del Comitato tecnico scientifico, per riaperture delle attività di ristorazione sono dunque pronte. Questa settimana – come spiega in un approfondimento sul tema Il Sole 24 Ore – il monitoraggio dei dati regionali sull’evoluzione epidemiologica diranno se effettivamente si potrà procedere con le date finora ipotizzate del 18 maggio e del 1° giugno. La decisione finale spetta al governo che tradurrà le raccomandazioni dei tecnici in un nuovo Dpcm. Naturalmente per il personale sarà obbligatorio l’utilizzo di tutti i dispositivi di protezione individuale (mascherine e gel disinfettanti e guanti ove possibile), e dovrà essere assicurata la massima igiene come già previsto dalla rigida normativa per gli esercizi di ristorazione, mentre ai clienti non verrà presa la temperatura all’ingresso con termometri infrarossi. Regole che già prevedono procedure molto precise per garantire l’igiene in ambito alimentare. Solo nei casi in cui queste raccomandazione non potessero essere assicurate, scatterebbe l’obbligo di utilizzare distanziatori in plexiglas sui tavolini, cui sarebbero esonerati solo gli avventori appartenenti a uno stesso nucleo famigliare (che presenterà un modulo di autocertificazione).

Menu monouso e pagamento elettronici. Ai clienti dovrà essere comunque garantita durante il pasto una distanza in grado di evitare la trasmissione di droplets e per contatto tra persone, «anche inclusa la trasmissione indiretta tramite stoviglie e posaterie». Nelle raccomandazioni Inail si invita poi a una turnazione nel servizio «innovativa» e con prenotazione «preferibilmente obbligatoria», per evitare assembramenti. Mentre andranno eliminate «modalità di servizio a buffet o similari».

La novità dei format. Non solo. Si spiega che sarebbe opportuno utilizzare «format di presentazione del menu alternativi rispetto ai tradizionali», ad esempio scritto su lavagne, consultabile via app e siti, menu del giorno stampati su fogli monouso), e i clienti dovranno indossare la mascherina in tutte le situazioni diverse dalla seduta al tavolo di pranzo (pagamento alla cassa, spostamenti, oppure l’utilizzo dei servizi igienici). Nelle raccomandazioni si arriva anche a indicare come più sicuri i pagamenti elettronici con contactless e le possibilità di barriere separatorie nella zona cassa. Mentre in sala dovranno essere installati punti di igienizzazione per i clienti.

Camerieri e cuochi in mascherina L’areazione dei locali – evidenzia sempre Il Sole 24 Ore – è di particolare importanza e va sempre favorito il ricambio di aria naturale tramite porte e finestre. Mentre per gli impianti di condizionamento valgono le specifiche indicazione del documento Rapporto ISS COVID-19 n.5 del 21 aprile 2020. Il personale di cucina, invece, dovendo lavorare in spazi ristretti avrà sempre la mascherina chirurgica e dovranno essere utilizzati guanti in tutte le attività in cui ciò sia possibile. Mascherina chirurgica e guanti anche per i camerieri per tutto il turno di lavoro, ovviamente con frequenti lavaggi delle mani. Infine per il personale amministrativo, in presenza di spazi comuni con impossibilità di mantenimento del distanziamento di un metro, è necessario indossare la mascherina chirurgica. Allo stesso modo il personale addetto alla cassa dovrà indossare la mascherina chirurgica e dovranno essere allestite barriere di separazione (per esempio un separatore in plexiglass).

© Riproduzione Riservata

Commenti