assembramenti ai Navigli di Milano

Non doveva essere un “liberi tutti” ma come purtroppo si prevedeva (e si temeva) il 4 maggio è diventato, il giorno della liberazione anche in quei territori che non hanno ancora sconfitto il Coronavirus. Un’impietosa analisi della situazione arriva dallo scrittore e giornalista, Angelo Forgione.

“Li abbiamo visti ballare per strada come in una discoteca a cielo aperto pur non essendoci niente da festeggiare per un inizio per nulla incoraggiante della fase 2 della quarantena. E infatti eccoli i milanesi assembrarsi ai Navigli per l’aperitivo, incuranti dei divieti e non tutti con la mascherina. E i bar aperti? Non che gli argini li abbiano rotti solo loro, tutt’altro, ma i balli e gli spritz là dove si viaggia con cento contagi giornalieri, nel capoluogo della regione più infetta e luttuosa del Paese, non sono solo fuori luogo ma anche pericolosi. La Milano indisciplinata e irresponsabile che può danneggiare tutti fa notizia un po’ ovunque ma non sull’infeltrito Libero, da sempre appassionato della mercatale e non movidesca Pignasecca di Napoli”.

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