Giuseppe Conte

Si chiamerà “dl Rilancio” il prossimo decreto sul quale il governo è al lavoro per sostenere l’economia – dalle famiglie alle imprese – nella fase di gestione della crisi provocata dal coronavirus. I diversi ministeri hanno inviato le proposte, che sono contenute in un documento di lavoro di oltre 770 pagine. Molte proposte sono incomplete, altre non trovano il parere favorevole della ragioneria. Il documento, che fotografa un provvedimento in evoluzione, contiene norme dal lavoro alla salute, dalla famiglia allo sport.

Per il turismo l’ipotesi è di istituire tre fondi con una dotazione complessiva di 130 milioni per l’anno 2020: uno da 50 milioni sarebbe finalizzato alla sottoscrizione di quote o azioni di organismi di investimento collettivo del risparmio e fondi di investimento, in funzione di acquisto e valorizzazione di immobili destinati ad attività turistico-ricettive. Un secondo, sempre da 50 milioni, per la concessione di contributi in favore delle imprese turistico ricettive, delle aziende termali e degli stabilimenti balneari, come concorso nelle spese di sanificazione degli ambienti e degli strumenti di lavoro e di adeguamento degli spazi. Un terzo fondo, da 30 milioni, per la promozione del turismo in Italia.

Tra le altre ipotesi anche un credito d’imposta a favore dei nuclei familiari con un reddito Isee non superiore a 35.000 per il pagamento dei servizi offerti in ambito nazionale dalle imprese turistico ricettive e utilizzabile dal 1 luglio al 31 dicembre 2020, in favore di un solo componente per nucleo familiare nel limite massimo di 500 euro. La misura del credito sarebbe di 300 euro per i nuclei familiari composti da due persone e di 150 euro per quelli composti da una sola persona. Il credito sarebbe fruibile nella misura dell’90% come sconto e del 10% come detrazione.

Il dl Rilancio prevede anche l’istituzione di un fondo di compensazione dei danni subiti dal settore aereo con una dotazione di 200 milioni. Su questa ipotesi però la Ragioneria rileva “profili di sovrapposizione” con il decreto Cura Italia, che prevedeva un intervento a favore del settore aereo tramite un fondo da 500 milioni per il 2020. I due fondi, evidenzia la Ragioneria, avrebbero come riferimento diversi ministeri (Mit per questa ipotesi e Mise e Mef per il fondo del Cura Italia), ma ci sarebbero sovrapposizioni sui beneficiari, che “coincidono parzialmente”. Per questo la Ragioneria suggerisce di valutare l’opportunità di inserire nella proposta una “clausola di salvaguardia” delle disposizioni del Cura Italia per “limitare possibili sovrapposizioni tra gli ambiti di efficacia delle due previsioni”.

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