turisti a Taormina
turisti a Taormina

Taormina. Il dramma economico di una stagione turistica ampiamente compromessa in partenza, a Taormina riguarda anche il settore del turismo legato alle crociere. Un movimento che in città ha portato in questi anni un flusso di oltre 40 mila persone tra maggio ed ottobre e che quest’anno rischia di non esserci. Si parla dei tanti bus che arrivavano al Lumbi e al Porta Catania, con un movimento che interessava anche il Terminal Bus ed il piazzale Madonnina, con i rispettivi operatori.

Flusso in fumo. Carovane di persone che raggiungono di solito Taormina centro e poi si recavano, in particolare, al Teatro Antico. Un flusso importante, talvolta anche criticato, ma che ha rappresentato una fonte di introito per i commercianti. Secondo stime realizzate da addetti ai lavori, ogni turista spenderebbe in questo ambito tra le 25 e le 100 euro, dal piccolo souvenir e un gelato sino ad un acquisto in qualche caso più significativo, pur se il tempo per la permanenza in città è da sempre molto limitato e perciò motivo di un’aspra discussione e relative proteste da parte degli operatori economici.

Amore e o odio. Fatto sta che si parla di un segmento turistico che per quanto a volte bistrattato, contestato e sottostimato e che, insomma, suscita “amore e odio” tra gli operatori economici, potenzialmente porta comunque sul territorio fra i 3 e i 5 mila euro a bus sul territorio per ogni bus, e a Taormina si registravano anche giornate in cui sbarcavano più di 20 pullman. Il commercio locale soffrirà perciò questa mancanza che si va ad aggiungere a quella dei turisti stranieri che non ci saranno quest’anno (ovvero l’85% delle presenze turistiche di Taormina) e non ci saranno neppure altri segmenti come quello delle gite scolastiche.

Chi soffrirà di più. Un dramma nel dramma sarà soprattutto quello della Via Teatro Greco, dove affluivano i tanti croceristi che si recavano, come detto, al Teatro Antico, in una strada che vive soprattutto di questi flussi. E qui non ci saranno nemmeno gli spettacoli estivi al Teatro Antico, che portavano ogni sera in zona dalle 3 alle 5 mila persone da giugno a fine agosto.

Negozi turistici. “A Taormina – ha detto il sindaco Mario Bolognari – ci sono le attività che si trovano sul Corso Umberto ma i tre quarti dei negozi della città si possono definire non tanto commerciali quanto prevalentemente turistici, e che non avrebbero cioè ragione di esistere se non ci fosse il turismo. Quindi parliamo di attività che non possono essere paragonate a quelli di un’altra realtà dove i negozi servono prevalentemente la clientela locale o di prossimità. E’ un altro grande problema e avremo tante imprese che saranno bloccate non per effetto dei decreti ma per l’assenza delle condizioni economiche che occorrono per mantenere un’azienda aperta”.

 

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