il sindaco di Castelmola, Orlando Russo

Castelmola. “Siamo pronti a concedere un ampliamento del suolo pubblico alle attività commerciali per fare fronte alla crisi che investirà le attività e che probabilmente le priverà dell’opportunità di utilizzare una buona parte degli spazi esterni”. Lo ha dichiarato il sindaco Orlando Russo, che così si dice disponibile ad incrementare l’assegnazione di suoli pubblici agli operatori economici, colpiti dall’emergenza di una crisi epocale e che si avviano a non poter contare su almeno la metà dei suoli di cui dispongono a causa delle restrizioni inerenti l’obbligo del distanziamento sociale. Per tanti piccoli locali che hanno spazi esigui all’interno delle attività e all’esterno si vedrebbero impedire la possibilità di posizionare la maggior parte dei loro tavoli e delle sedie, c’è la necessità di una soluzione che dia almeno una chance di poter tentare la riapertura.

Scenario d’emergenza. “Non possiamo non tenere conto – ha detto Russo – del fatto che gli operatori economici rischiano di poter utilizzare forse soltanto un terzo degli spazi esterni sin qui avuti e allora siamo pronti a fare la nostra parte, per quanto possibile, per aiutarli. Ipotizziamo il rilascio di un ulteriore 25% di suolo pubblico, in una misura che poi nello specifico andrà comunque stabilita e ben disciplinata e quantificata. In alcune zone non sarà possibile farlo ma in altre cercheremo di venire incontro ai commercianti”.

Chi riapre e chi no. La crisi rischia, comunque, di spingere diversi operatori economici a rimanere chiusi in vista di una stagione già ampiamente compromessa. “Alcuni operatori tenteranno di riaprire – evidenzia il primo cittadino – ma credo che molti altri non lo faranno, perché le spese da sostenere e saranno decisamente superiori agli incassi. Senza fatturato, senza poter avere il turista straniero che porta buona parte di quei ricavi, senza la possibilità di guadagnare e di poter pagare il personale, non c’è la possibilità concreta di riaprire. E’ una situazione molto difficile e c’è il rischio che magari chi apre si va ad indebitare senza avere, appunto, un effettivo ritorno economico che possa dare ristoro a fronte delle gravi perdite. Gli operatori economici non possono fare i “barbieri di Siviglia” della situazione. Noi tenteremo, con tutti gli strumenti che ci consente la legge, di aiutare chi è in difficoltà ma da soli non possiamo farcela. Serve l’aiuto dello Stato e della Regione, è comprensibile la preoccupazione della gente, di chi ha paura di non avere più un lavoro e di chi ha un’attività e pensa di restare chiuso e provare poi a ripartire nel 2021. Non sarà facile per nessuno di fronte a una tale crisi, dovremo affrontarla tutti insieme”.

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