la senatrice Urania Papatheu

“Il Governo Conte prosegue la sua cervellotica gestione di una “fase 2″ che in alcuni settori produttivi rischia di iniziare quando non esisterà più nemmeno l’anno zero. Per questo ho presentato un’interrogazione parlamentare sugli operatori dell’intrattenimento notturno, imprenditori e dipendenti di discoteche e locali pubblici che animano le serate di 19 milioni di italiani, promuovono e organizzano musica, concerti, eventi e dj set creando un vasto indotto, ma che per questo Governo non esistono”. Lo afferma la senatrice di Forza Italia, Urania Papatheu, che così interviene a sostegno dell’industria dell’intrattenimento notturno.

Popolo della notte abbandonato. “Questa categoria è stata abbandonata e confinata nel limbo dello stop ad oltranza, esclusa dagli aiuti, senza diritto agli ammortizzatori sociali e si non sa quando, se e come potrà riaprire. Pd e M5s stanno condannando a morte un settore che perderà il 90% del fatturato annuo ma che vale un gettito fiscale annuo di 800 milioni di euro e produce oltre 7,5 miliardi”.

In fumo 400 mila posti di lavoro. “In assenza di una svolta immediata, l’intrattenimento notturno non potrà operare quest’estate per il distanziamento sociale, così andranno in fumo 400 mila posti di lavoro, di cui 50 mila nelle discoteche e si distruggerà un mondo che è parte essenziale dell’offerta turistica”.

il popolo della notte

Defiscalizzazione 2020. “Forza Italia non lascerà da soli questi imprenditori e lavoratori, il cui grido di dolore non può più essere ignorato e per i quali va prevista, intanto, una defiscalizzazione alle attività per tutto il periodo di chiusura, con il blocco delle imposte sino al 31/12/2020. Non permetteremo venga cancellato il futuro di professionalità che animano la nostra vita con i concerti, le discoteche, i festival di musica, eventi di nicchia”.

Nessuna decisione. “All’estero già si investe su piani concreti di rilancio, in Italia sulla ‘night culture’ nulla si sa e niente è stato deciso, vanificando gli sforzi di operatori che hanno il talento e la creatività per reinventarsi, potrebbero cercare nuovi spazi esterni ma non vengono messi nelle condizioni di resistere alla crisi. E’ l’inerzia di un Governo al quale non consentiremo di spegnere le notti italiane e di continuare a trattare l’industria del divertimento come figli di un Dio minore”.

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