Teresa Bellanova

“Quello che ho posto ai colleghi della maggioranza, e su cui ritengo non sia più possibile tergiversare, è chiarissimo: assumere la responsabilità di regolarizzare persone che sono nel nostro Paese e ci lavorano magari da anni. Se non accade, lo Stato si rende non solo complice ma fautore dell’illegalità in cui questi lavoratori, persone che lavorano non solo in campagna ma anche in edilizia o nelle famiglie, sono costretti. L’Italia deve decidere di combattere definitivamente questo fenomeno scegliendo la giustizia sociale e la civiltà, sapendo che lasciare immutato lo stato di cose significa alimentare l’illegalità, la concorrenza sleale e il caporalato. E danneggiare lavoratori e aziende oneste, la maggioranza, che rischiano di lasciare i prodotti nei campi”.

“Da anni nei distretti agricoli, con percentuali differenti, c’è manodopera immigrata, molta senza permesso di soggiorno. Davanti a questa situazione: o si lasciano i campi incolti o si sceglie di regolarizzare queste persone sottraendole ai caporali. Non si tratta assolutamente di mettere in conflitto i lavoratori stranieri con gli italiani; da tempo insistiamo con il ministero del Lavoro perché si realizzi una piattaforma digitale, aperta a tutti per l’incrocio regolare tra domanda e offerta di lavoro. Quella della regolarizzazione dei migranti sul nostro territorio è una questione di civiltà, perché a tutti deve essere assicurato lavoro legale, dignitoso e retribuito, ma anche sicurezza: dobbiamo evitare situazioni di ulteriore emergenza sanitaria. Il punto non è quanti ospedali costruisci ma quante persone metti in sicurezza; e se questi lavoratori saranno costretti a rimanere nei ghetti, irregolari e invisibili, sarà un rischio enorme per la loro salute e quella di tutti”.

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