crisi del turismo

Alessandro Nucara, direttore generale di Federalberghi, ha fatto il punto sulla crisi del turismo, ed in particolare delle imprese ricettive, nel corso di un’apposita audizione alla Camera Deputati. I numeri relazionati da Nucara sugli effetti che produrrà l’emergenza Coronavirus sono a dir poco allarmanti e tracciano un quadro molto preoccupante.

Tsunami Covid19. “Il turismo – ha dichiarato Nucara – sta vivendo un momento di grandissima difficoltà. Su 480 milioni di pernottamenti che si registrano ogni nelle aziende turistico-ricettive italiane, più del 50% sono relative a turisti stranieri, che quest’anno noi non vedremo. Il 50% del mercato annuale, non quello del mese di marzo o aprile, si è già volatilizzato. E anche la domanda italiana, che ad ora è azzerata, ne risentirà fortemente, tenendo anche conto che ci sarà una riduzione della capacità di spesa, in molti casi le ferie sono già state consumate e nei mesi estivi si tenterà di recuperare la produzione che non hanno fatto in questi mesi. Anche chi ha soldi e tempo sarà impegnato sul fronte lavorativo e non su quello delle vacanze. La capacità dei mezzi di trasporto sarà ridotto e molti eventi sono stati annullate. Concordiamo con la stima fatta da Unioncamere che prevede per gli alberghi italiani un calo nel 2020 circa il 73% del fatturato, e questa stima potrebbe persino essere considerata ottimistica”.

Senza clientela. “Per gli alberghi – continua Nucara – voglio ricordare che non c’è obbligo di chiusura. Potremmo stare aperti ma in questo momento siamo chiusi non per disposizione amministrativa ma per assenza di clientela, poiché vige il divieto al momento di viaggiare in Italia e stiamo dando, perciò, in alcuni casi un’attività di servizio sociale in assistenza al personale medico e sanitario, o ad esempio ai volontari della Protezione Civile”.

Quando e come riaprire. “In questo momento tutti ci chiediamo quando e come si potrà ripartire e se si potrà ripartire. C’è chi sta considerando l’ipotesi di non riaprire quest’estate, perché non riusciamo a comprendere se ci sono le condizioni per farlo”.

Dare risposte sul turismo. “Sappiamo che non ci sono le risorse per ristorare le imprese di tutto il fatturato che verrà perso, anche perché non si può tornare indietro nel Pil, e bisogna dare ora priorità ai lavoratori che vedono a rischio il loro futuro. Allo stesso modo, nella “fase 2″ ci attendiamo una diversa considerazione per quei settori produttivi che oggettivamente subiscono un danno maggiore. Comprendiamo bene il disagio di chi perde il fatturato di un mese o due, ma immaginiamo quello di chi perderà il fatturato di un anno intero. Chiediamo risposte dirette e precise sul turismo”.

 

© Riproduzione Riservata

Commenti