Teresa Bellanova

“All’emergenza sanitaria rischiano di sommarsi anche un’emergenza economica e occupazionale. Per questo l’Italia ferita dal Covid ha bisogno di giustizia sociale e legalità, ancor più di prima”. Lo ha dichiarato il ministro dell’Agricoltura, Teresa Bellanova.

Bellanova va avanti sulla strategia della regolarizzazione dei lavoratori stranieri, circa 600 mila, sin qui sfruttati e mal pagati. “Certamente intendiamo andare avanti. Quanto tempo ci vorrà? Il meno tempo possibile. Per questo bisogna intervenire con strumenti e caci e rapidi. Si può utilizzare un decreto ad hoc o un emendamento da inserire in uno dei decreti. Se c’è la volontà politica, e io credo che debba esserci a maggior ragione dopo le parole sagge e lucidissime di Papa Francesco, gli strumenti si trovano”.

“Nel Governo se ne discute. La discussione è avviata. Ne ho parlato io nell’informativa alle Camere e nell’interlocuzione diretta con le Ministre Catalfo e Lamorgese. Ne ha parlato la Ministra Lamorgese a più riprese. Con loro abbiamo condiviso parola per parola il Piano triennale contro lavoro nero e caporalato in agricoltura. Quando ho svolto l’Audizione, proprio su questo tema, nelle Commissioni Agricoltura di Camera e Senato è emersa nei diversi interventi l’esigenza di estendere la fattispecie individuata dalla norma di contrasto al caporalato anche ad altri settori dove questa piaga è presente, e inquina il mercato oltre che merci care e morti care il lavoro, danneggiando le imprese che scelgono la legalità. Credo che i tasselli ci siano tutti. L’Italia ferita dal Covid ha bisogno di giustizia sociale e di legalità ancor più di prima”.

“La strada è già tracciata, come dicevo, nel Piano triennale, a partire dalla mappatura del fabbisogno di lavoro agricolo che ovviamente è legata ai calendari stagionali di raccolta e lavoro della terra. Per questo, ben sapendo che per un’azienda agricola il raccolto è legato anche alle condizioni climatiche e alcune esigenze possono determinarsi in meno di 48 ore, sono necessari meccanismi automatici e trasparenti, gestiti dal pubblico. La piattaforma per incrociare domanda e o erta di lavoro che Anpal avrebbe già dovuto realizzare e far funzionare, e su cui si è in ritardo, non è più rinviabile. Su questo il confronto con la Ministra Catalfo è in atto. Incrocio di lavoro e regolarizzazione degli immigrati irregolari, che già lavorano nel nostro Paese, devono essere quanto più automatici possibili, non richiedere passaggi che aprano varchi alle discrezionalità e, purtroppo, anche all’abuso economico dei lavoratori. Stranieri o italiani non fa differenza: chi ne abusa va perseguito”.

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