Pippo Perdichizzi, responsabile locale
Pippo Perdichizzi, responsabile locale "Noi con Salvini"

Taormina. Le restrizioni sul distanziamento sociale rischiano di portare via spazi importanti ai locali pubblici, i suoli potrebbero essere utilizzabili soltanto per un terzo della superficie a suo tempo concessa dal Comune e a Taormina c’è chi non perde tempo e prova a trovare una soluzione, in qualche modo risolutiva, per arginare questa ulteriore criticità. L’avvocato Pippo Perdichizzi, imprenditore che gestisce il noto ritrovo “Bar Fanaberia” in Corso Umberto, lancia la proposta di cui si parla già anche in altri comuni italiani.

La proposta. “La soluzione può essere quella del cinquanta per cento in più, di spazio per tavolini all’aperto ed esenzione dal pagamento della tassa per l’occupazione del suolo pubblico nel 2020 per favorire l’apertura in sicurezza e sostenere la ripresa delle attività della ristorazione e di tutti i locali che utilizzano spazi esterni, che potranno sfruttare la stagione estiva. E’ un’ipotesi da prendere in considerazione per recuperare parzialmente i danni economici subiti per la chiusura forzata di queste settimane. Ricordiamoci che a Taormina tanti locali hanno piccoli spazi all’interno degli edifici e se dovessero perdere buona parte del suolo pubblico, si ridurrebbe in maniera molto significativa l’opportunità di lavoro, con la conseguenza di un calo del fatturato e ulteriori riflessi anche sull’aspetto occupazionale”.

Città ristorante all’aperto. “Alcuni comuni, come quello di Palazzolo, si stanno attrezzando per venire incontro alle esigenze degli operatori economici, con la concessione del suolo pubblico gratis per tutti, trasformando, nella stagione estiva, il territorio in un grande ristorante all’aperto. E’ una misura che va valutata anche da noi, per andare incontro agli esercenti locali, alle prese con le conseguenze economiche della pandemia. Bar, ristoranti, gelaterie, pasticcerie potranno utilizzare il suolo pubblico per le loro attività per l’intera stagione. Potrebbero essere rispettate, in tal modo, distanze superiori ai due metri. Occorre avviare un confronto e c’è bisogno di una strategia che possa consentire di contenere i gravi danni che le piccole aziende hanno subito in questo periodo di “lockdown” e nell’ottica del calo di fatturato che si registrerà nei prossimi mesi”.

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