Gianluigi Paragone

“Se la gente scenderà in piazza io scenderò con loro e non mi importa se mi diranno che sono un irresponsabile, perché i veri irresponsabili sono quelli che ci governano”. Il monito arriva dal parlamentare ex M5S Gianluigi Paragone.

Narrazione dell’Europa che aiuta. Paragone torna all’attacco sulla questione Mes. “Hanno provato a cambiargli nome tante volte in questi giorni, passando da Mes, nomina che evocava ormai brutti pensieri nei cittadini, a Mes light, una versione teoricamente zuccherata del Fondo Salva-Stati della quale, secondo Conte e il Pd, non dovremmo avere paura. Come abbiamo scritto tante volte, però, lo strumento in sé è rimasto lo stesso, continuando a portarsi dietro tutte le proprie criticità. Se ne stanno finalmente accorgendo in tanti nelle ultime ore, che hanno capito quanto fallace fosse la recente narrazione di un’Europa pronta finalmente a venirci incontro. E che ora puntando il dito contro la pericolosa sorveglianza rafforzata di Commissione e Bce per chi deciderà di accedere alle risorse”.

La nuova veste del Mes. “Il contratto è già pronto, sostanzialmente: sul piatto ci sono 240 miliardi a disposizione degli Stati europei, dei quali 36 rappresentano la quota teoricamente destinata all’Italia qualora quest’ultima dovesse richiedere l’attivazione dello strumento. A occuparsi dei termini è stato un team capitanato da Klaus Regling, direttore generale dell’istituzione: ora i governi saranno impegnati nella fase finale dei negoziati, fino all’8 maggio, poi arriverà il via libera finale. Il Mes si presenterà così con una nuova veste, nella quale si legge che i partner “si devono impegnare a usare i fondi per finanziare i costi sanitari diretti e indiretti, cure e prevenzioni”. Una formula rassicurante, dalla quale spariscono condizionalità e formule come i memorandum, che rievocano quanto accaduto in passato alla Grecia e quindi sono state saggiamente cassate. La sostanza, però, a guardar bene non è cambiata di parecchio”.

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