Italo Mennella, presidente degli Albergatori di Taormina

Taormina. “Apprendere che l’Amministrazione comunale abbia avviato una “interlocuzione” con gli hotel a cinque stelle sulle prospettive per il dopo lockdown ci lascia perplessi. Di certo noi, ad oggi, in questo contesto non siamo stati interpellati. Al di là di eventuali smentite di circostanza, un precedente esiste e già nel settembre dello scorso anno si era verificata un’analoga circostanza e il medesimo tentativo di discutere con le singole strutture bypassando l’Associazione Albergatori”. Lo afferma in una nota il presidente dell’Associazione Albergatori Taormina, Italo Mennella.

Modus operandi. “L’Associazione Albergatori di Taormina – evidenzia Mennella – è una realtà di riferimento nell’industria dell’ospitalità, di cui non si può non tenere conto. Federalberghi vanta 62 anni di storia ed esperienza nel campo del turismo italiano ed internazionale. La cosa più strana è che da una parte si chiede unità e si fa appello alla collaborazione, che mai come in questo momento dovrebbe essere la premessa essenziale di ogni azione mirata a far ripartire la città, ma dall’altro intanto si crea divisione. E’ nel modus operandi di questa Amministrazione, che convoca solo in alcune circostanze le forze produttive, le inserisce in un tavolo istituzionale di concertazione ma al contempo porta avanti anche altre consultazioni”.

Modello Conte. “Non possiamo, altresì, non esprimere perplessità sulla commissione formata dal sindaco per la “fase 2” dell’emergenza Coronavirus. Si va, in tal modo, ad emulare il modello Conte, che si è affidato a tanti (troppi) esperti e “scienziati del virus”, che oggi stanno litigando e stanno portando alla deriva il Paese. Si parla di “campagne di comunicazione” per Taormina: ma si è compreso davvero come stanno le cose e la portata di questa crisi?

No alle fughe in avanti. “Siamo rammaricati per alcune iniziative del sindaco, attorno al quale orbita qualche “consigliore” probabilmente in cerca di visibilità. Ma di fronte agli effetti epocali di una pandemia che sta distruggendo l’economia e il turismo del Paese e minaccia anche la nostra città, non ci può essere spazio per i personalismi. Riteniamo che senza le sinergie e senza un percorso strategico e programmatico condiviso, ponderato e concreto non si possa andare da nessuna parte. Non è pensabile che la soluzione ai problemi sia quella delle fughe in avanti. Non si può dare credito nemmeno a “mistificatori” o “neoalbergatori”, né vecchi personaggi politici che fanno credere di essere in possesso della pietra filosofale del turismo”.

Fondi per lavoratori e imprese. “Mentre tutti dibattono e qualcuno ritiene di poter andare avanti senza il nostro apporto, noi albergatori continuiamo a fare la nostra parte, con impegno e con il senso di responsabilità che da sempre ci contraddistingue. Ritengo, a tal proposito, opportuno evidenziare che l’Ente Bilaterale per il Turismo Siciliano, che ho l’onore di presiedere, ha stanziato 700 mila euro per i lavoratori e le lavoratrici e le imprese del turismo. Un sostegno concreto alle professionalità (e alle loro famiglie) che non hanno avuto al momento alcun aiuto dallo Stato e che non possono essere dimenticate e abbandonate ad un destino di povertà economica e sociale”.

Trasporti bloccati. “Vogliamo chiarire a chi alimenta in questi giorni confusione o illusorie aspettative sulla situazione degli alberghi di Taormina, che allo stato attuale delle cose non si può non tenere conto delle notizie che arrivano dal mondo ed è eloquente anche quanto asserito in queste ore dal premier Conte, che ha parlato di un’opportunità di ripartenza non prima di fine settembre. Il trasporto aereo è fermo in tutto il mondo. L’unica novità è che alle Baleari tra 20 giorni inizieranno i voli con una “no virus destination” che prevede sconti dal 20 al 30 per cento”.

Le valutazioni delle compagnie straniere. “Le multinazionali presenti a Taormina, alcune delle quali sono soci di Federalberghi, potranno anche fare, legittimamente, delle scelte diverse e riaprire ponendo in essere delle operazioni di immagine, ma dispongono di capitali tali da poter ammortizzare eventuali mancati fatturati e, comunque, siamo convinti che faranno scelte oculate e non intendano sprecare le loro risorse in una tale situazione. La gran parte delle attività alberghiere del nostro territorio sta facendo valutazioni che tengono conto del quadro drammatico in atto e dell’impossibilità oggettiva di effettuare una riapertura immediata, in assenza delle necessarie condizioni e soprattutto della clientela che è elemento vitale e imprescindibile per le imprese del turismo”.

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