Corso Umberto in questi giorni

Un gruppo di giovani imprenditori taorminesi, denominato “Giovani per Taormina” prova ad affrontare l’emergenza Coronavirus e in vista della “Fase 2” lancia delle proposte, che verranno sottoposte all’attenzione delle Istituzioni, finalizzate a poter affrontare il momento di difficoltà economica al quale sta per andare incontro anche la capitale del turismo siciliano. Un apposito documento, a firma de “Il gruppo di imprenditori per la rinascita di Taormina post Covid19″, è stato sottoscritto e condiviso da diversi operatori economici della città.

Unire le forze. “Mai come oggi – hanno evidenziato i giovani operatori economici nella nota che si è deciso di sottoporre all’attenzione del governatore Nello Musumeci, del sindaco metropolitano Cateno De Luca e dei sindaci di Taormina, Giardini, Letojanni e Castelmola – è necessario, intanto, confluire tutti in un’unica associazione di imprenditori, visto che al momento sono diverse da quelle esistenti. Sarebbe opportuno creare un nuovo sodalizio perché, vista anche la crisi economica in atto, bisogna essere uniti se vogliamo rappresentare una grande forza. Dobbiamo lavorare tutti insieme per un obiettivo comune nell’interesse della collettività e operare costantemente per cercare di dare alle varie Istituzioni le indicazioni tali da poter trovare una soluzione importante in un periodo di criticità sanitaria, sociale e finanziaria”. “Le istanze hanno lo scopo di portare all’attenzione delle Istituzioni le nostre problematiche, affinché si trovi una soluzione per affrontare questo lungo periodo e garantire un’immediata ripresa economica e finanziaria”.

Le difficoltà e la sfida per ripartire.  “I punti da noi elaborati -affermano i giovani imprenditori – sono diversi. Dare vita al Taormina Covid Free, con checkpoint nei vari punti di ingresso della città e con l’ospedale pronto ad eventuali emergenze. Con l’utilizzo di test sierologici sarà possibile accertarsi di eventuali soggetti contagiati dal virus, così da tutelare i nostri concittadini e quanti vorranno venire a visitarci. Provvedere all’annullamento dei costi fissi, come ad esempio forniture e tassazioni, nel periodo di chiusura forzata imposta dalle autorità. Occorre, inoltre, intervenire in qualche modo sui canoni d’affitto per tutto il periodo di chiusura obbligato. E’ necessario abbattere i costi del lavoro al fine di favorire le assunzioni in un periodo di grave crisi economica e sospendere le cartelle esattoriali per almeno 3 anni, per garantire la ripresa economica e aziendale”. Viene evidenziato dai giovani operatori economici che “il periodo di bassa stagione da affrontare sarà abbastanza lungo e si protrarrà da ottobre 2020 ad aprile 2021”, un ampio arco di tempo nel quale si ipotizza che possa essere elargito alle aziende “un contributo economico a fondo perduto”, rimarcando inoltre come “in fase di ripartenza bisognerà valutare i flussi turistici internazionali, mirare alla cura dettagliata dell’arredo urbano e degli spazi verdi al fine di offrire un miglioramento nell’impatto ambientale e controllare con attenzione il territorio”. “Le restrizioni e le norme sanitarie emanate dal Governo sono un grande problema in una realtà come la nostra, dove le aziende sono totalmente penalizzate e costrette alla chiusura. La nostra passione e la nostra professionalità sono state messe davvero a dura prova. Mascherine guanti e distanziamento sociale sono tutte condizioni difficili da mantenere nel nostro lavoro, ma qualora dovessimo essere messi nelle condizioni finanziarie per poter riaprire, cercheremo di fare del nostro meglio per regalare ai gentili ospiti della città dei momenti speciali in totale sicurezza. Taormina, purtroppo, vive un periodo di grande difficoltà sotto tanti punti di vista. Sono in difficoltà i nostri collaboratori, ai quali finiranno disoccupazione e Cassa Integrazione. Sono in difficoltà le nostre aziende, rimaste senza aiuti e con dei costi fissi incredibili. Sono in difficoltà le nostre famiglie che vivono grazie al nostro lavoro, che svolgiamo giorno e notte con passione e immensi sacrifici”.

I punti ipotizzati sono i seguenti:

1. Taormina CovidFree con checkpoint agli ingressi principali della città, e l’utilizzo di test rapidi e tamponi. 


2. L’impiego di droni dotati di rilevatori termini che rilevano eventuali rialzi delle temperature, comunicando con gli agenti delle Forze dell’Ordine ed i Vigili urbani, a tutela dei cittadini e dei turisti. 


3. L’ospedale San Vincenzo, attrezzato con idonei dispositivi, per fronteggiare eventuali emergenze Covid19. 


4. Sostegno nel periodo di chiusura forzata, con una direttiva precisa del Governo per far sì che tutte le attività (commerciali, imprenditoriali ed artigianali) paghino gli effettivi consumi e non tutte le altre imposte e tasse, che compongono le bollette di luce e gas; già questo sarebbe un segnale tangibile di sensibilità verso le attività imprenditoriali. 


5. Il Governo, alla luce del periodo dovuto alla pandemia, dovrebbe prevedere l’emanazione di una disposizione di legge specifica, con riguardo ai canoni di locazione conciliando sia gli interessi dei locatari e quelli dei conduttori. 


6. Lo sgravio dei contributi e degli altri oneri, relativi al costo del lavoro (dipendente), al fine di favorire altre assunzioni in un periodo di grave crisi economica.


7. Sospensione dei pagamenti e delle notifiche delle cartelle esattoriali almeno fino al 31 dicembre 2020, al fine di consentire una graduale ripresa economica dell’intero tessuto sociale.


8. Il gruppo sta lavorando, con idonee proposte, per linee di trasporto alternative che possono garantire alla città l’arrivo di flussi turistici nazionali e internazionali in sicurezza.


9. E’ auspicabile che l’Amministrazione comunale valuti l’opportunità di richiedere, al presidente della Regione Siciliana, la percentuale del 30% sugli incassi derivanti dagli ingressi del Teatro Antico e della Riserva Naturale Orientata di Isolabella, somme che dovrebbero specificatamente essere riutilizzate per il riordino della segnaletica turistica, il rifacimento delle attuali vie interne al centro storico della città e contestuale decoro dell’arredo urbano che dovrebbe essere coniugato con un linguaggio comune alle molteplici attività che operano nei diversi settori commerciali.

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