Carmelo Pintaudi, presidente di Aipt

Taormina. “A Taormina si fa in questi giorni una preoccupante retorica dei facili ottimismi che rischia di mettere in ginocchio, ancora di più, gli operatori economici. E’ pazzesco, siamo di fronte a uno scenario di guerra eppure c’è chi parla di riaprire il 4 maggio, raccontando una normalità che purtroppo non esiste. Lo abbiamo già detto e oggi ne siamo ancora più convinti che non esiste nessuna condizione per riaprire le attività”. Lo afferma il presidente dell’Associazione Imprenditori per Taormina, Carmelo Pintaudi.

“Dare dei vuoti messaggi positivi non aiuta la ripartenza e rischia di spingere verso il fallimento definitivo tante attività – spiega Pintaudi -. Fosse per me, per i nostri associati e per tanti altri operatori della città, riapriremmo non domani ma ieri, se ci fossero le condizioni. Abbiamo apprezzato e condividiamo la lucidità e la schiettezza delle parole di recente pronunciate, ad esempio, dal presidente dell’Associazione Commercianti Taormina, Pietro D’Agostino con il quale ci stiamo confrontando. La verità è che, a tutti i livelli, ha il dovere di assumersi le sue responsabilità e trovare soluzioni, senza delegare ad altri. E’ una pandemia, nessuno poteva prevederla, ma l’incertezza e il continuo rimpallo di responsabilità verso altri non aiuta la gente a rialzarsi. Ad oggi è impossibile riaprire in vista di un’estate senza clientela. Tutti avevamo grandi attese su quelle che sarebbero state le parole del premier Conte ma ci ha delusi e abbiamo fortissime perplessità e altrettanti timori su quello che accadrà.

Nessun aiuto. “Il turismo e il commercio sono il comparto più colpito dalla crisi ma non si sta facendo nulla per aiutarci. Noi, come tutte le località che vivono di turismo, dovremo affrontare grandi difficoltà. Non vediamo un atteggiamento che possa contribuire ad assumere iniziative concrete a sostegno del nostro settore. La salute è la priorità e su questo siamo tutti d’accordo ma si parla solo di divieti e non di soluzioni ai problemi. Dov’è il sostegno alle piccole imprese? Ci considerano evasori fiscali e niente di più. Non pensano e non capiscono che siamo delle aziende che fanno dei sacrifici e lavorano per mantenere le famiglie e i figli. Le Istituzioni non ci accompagnano verso la possibilità di riaprire”.

Frenesia pericolosa. “Tutta questa frenesia di riaprire è molto pericolosa – avverte il presidente di Aipt -. Se non si è nelle condizioni di riaprire, come adesso, è follia anche solo pensare di riprendere le attività tra un paio di giorni. Una fonte autorevole come il presidente di Uftaa (la federazione mondiale degli agenti di viaggi), Mario Bevacqua, ha detto chiaramente che i voli sono tutti fermi, il traffico aereo è bloccato in tutto il mondo. E allora di cosa stiamo parlando? Per quale clientela dovremmo riaprire se il mondo è fermo e Taormina vive per l’85% di turismo straniero? E’ da incoscienti fare pressioni sulla gente a riaprire per fare un salto nel buio.

Scherzare col fuoco. “Non abbiamo alcun indicatore sanitario, politico, sociale ed economico che possa rassicurarci. Non si può scherzare col fuoco e non si può essere incoscienti. Vorremmo essere ottimisti ma lo si può essere in un momento di normalità, e questo non lo è. A Taormina il Comune ha costituito una commissione di non si sa quanti cosiddetti “esperti”, si parla di “promozione” del territorio quando ancora non è finita nemmeno l’emergenza. Di cosa dovremmo discutere e a cosa serve una commissione così ampia? La verità è che sono tutti palliativi. Se riapriamo adesso, avremo solo costi con piccolissime possibilità di ricavi. Serve una detassazione dello Stato e del Comune che ad ora non c’è. Tutto il resto è ottimismo fondato sul nulla”.

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