Cateno De Luca

“Esprimo la mia personale solidarietà nei confronti dell’on. Luca Sammartino e condanno le parole del presidente Nello Musumeci, ricordandogli che il ventennio è passato da un pezzo. Con il suo modo di agire conferma sempre più di essere inadeguato a governare la Sicilia. Gli ricordo che in Italia sono in vigore regole ben precise, che prescindono da questi attacchi fuori luogo e giustizialisti, che offendono la dignità degli uomini. Invito pertanto il presidente Musumeci a formulare le sue scuse non solo all’on. Sammartino ma anche a tutti coloro che sono entrati nelle aule di tribunale dimostrando la propria innocenza senza fuggire, anche se a distanza di qualche decennio”. Lo afferma in una nota il sindaco di Messina, Cateno De Luca, che aggiunge: “Ve lo dice uno che che ha già vissuto con la propria famiglia il dramma ed il dolore di essere stato arrestato e vivere per dieci anni nelle aule dei tribunali, riuscendo a preservare il proprio status di uomo incensurato”.

Scontro all’Ars. La vicenda si ricollega alla bagarre registratasi all’Assemblea siciliana. Alla richiesta di voto segreto su un emendamento alla legge di stabilità, il governatore Nello Musumeci s’infuria e attacca il deputato Iv Sammarino: «Vado via, mi auguro che di lei si possa occupare ben altro Palazzo». Dagli scranni le urla: «E’ una minaccia, vergogna». Il presidente Gianfranco Miccichè sospende aula. Musumeci, visibilmente alterato, ha preso la parola dai banchi del governo dopo che il deputato di Iv, Luca Sammartino, aveva chiesto il voto segreto su un emendamento del M5s a una norma della legge di stabilità che stanzia fondi per lo sport. «Mi auguro che di lei e di quelli come lei si possa occupare ben altro Palazzo». Luca Sammartino, ex esponente del Pd poi passato a Iv e attualmente presidente della commissione Lavoro all’Ars, è indagato dalla Procura di Catania per corruzione elettorale nell’ambito di una inchiesta sulle elezioni regionali del 2017 e le politiche del 2018.

Volano stracci. Il governatore da tempo si batte per l’abolizione del voto segreto all’Ars, e nei mesi scorsi aveva garantito che non avrebbe più partecipato a sedute parlamentari fino a quando non fosse stato modificato il regolamento parlamentare che disciplina il voto segreto. L’intervento di Musumeci ha scatenato la bagarre a ala d’Ercole. Dagli scranni dei parlamentari si è udito: «Questa è una minaccia…». E ancora: “Vergogna”. Miccichè ha subito sospeso i lavori. Il confronto infuocato è poi proseguito fuori dall’aula.

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