la senatrice Urania Papatheu

“I reati di violenza di genere in Italia non si attenuano. Si contano già 23 vittime nel 2020 e 8 donne uccise dal 21 febbraio ad oggi, durante l’emergenza Covid. L’elenco delle donne picchiate, accoltellate, stuprate o uccise si allunga e chiediamo che il Governo consideri la lotta al femminicidio una priorità. Le buone intenzioni non bastano più, il contrasto a questa strage quotidiana necessita di nuove ed ulteriori misure in grado di arginare una piaga che si compie con atti di violenza non solo fisica ma psicologica”. Lo afferma la senatrice Urania Papatheu, componente della Commissione parlamentare sul Femminicidio.

Escalation di sangue. “Tanti, troppi, sono stati in questi ultimi 2 mesi – spiega la sen. Papatheu – gli episodi di maltrattamenti, spesso diventati tentati omicidi. Nemmeno il controllo totale delle loro vittime dettato dalla convivenza forzata in casa è riuscito a placare la violenza di alcuni uomini malati di possesso. Questa scia di sangue non può più essere tollerata né giustificata o peggio ancora derubricata a “violenza domestica”.

Lotta senza colori politici. La Commissione d’inchiesta sul femminicidio, di cui sono componente, si sta impegnando in modo coeso con tutti i suoi rappresentanti e con la presidente Valeria Valente, per combattere questa battaglia e nell’ambito del Cura Italia abbiamo ottenuto l’allontanamento del maltrattante. E’ fondamentale che ci sia la tutela delle donne e che ci sia una risposta forte delle Istituzioni, affinché le donne non siano vittime due volte: .la prima dei carnefici e la seconda da parte dello Stato”.

Fermare la barbarie. “Occorre aggiornare il Codice Rosso, introdurre nuove politiche sociali che diano un lavoro e garantiscano un aiuto economico a chi ha il diritto, e deve avere la possibilità, di denunciare e rifarsi poi una vita lontano dal proprio carnefice. La barbarie va fermata, una volta per tutte. Lo dobbiamo a Lorena, Alessandra, Gina, Irina, Irma, Barbara, Viviana, Bruna e a tutte le altre donne sopraffatte da chi si è arrogato il diritto di spezzare vite innocenti”.

© Riproduzione Riservata

Commenti