Giuseppe Conte e Cateno De Luca

“Dalle parole di Conte ho capito che ha deciso di non decidere. Queste aperture a tappe sono sbagliate. Lo avevo detto che bisognava prepararsi a fare una fase di libertà vigilata ma qui sono mancate le precondizioni per aprire tutti quanti. Non sono state date indicazioni chiare per gli uffici pubblici, per le modalità dei servizi e l’introduzione di turnazioni specifiche. Non sono state indicazioni su altre attività che ora devono sapere cosa li aspetta, come i lidi e tutte le strutture della balneazioni. Le indicazioni vanno date ora, non dopo”. Lo afferma il sindaco metropolitano di Messina, Cateno De Luca che “boccia” le parole del premier Giuseppe Conte “su tutti i fronti” e avverte: “Se non ci ha ucciso il virus, si rischia che sia ora la burocrazia ad ammazzarci”.

La delusione di De Luca. “E’ l’ennesima azione di un governo che non ha il coraggio di parlare chiaro alla gente e di assumersi le responsabilità del caso. Non so come la prenderanno gli italiani ma io da sindaco non posso accettare che su attività inerenti il territorio, Conte non abbia detto ai sindaci che ci sta autorizzando ad aprire la città con una serie di novità al mondo dell’impresa. Perché ad esempio non si può dare ai ristoratori di utilizzare il suolo pubblico per poter posizionare i tavolini, ma farlo gratuitamente. Io sono pronto a dare il suolo pubblico subito per aprire in sicurezza le attività. Perché non è stato detto ai Comuni di esentare la piccola impresa, rimasta sinora chiusa, dal pagamento della tassa sulla raccolta differenza dei rifiuti o l’esenzione dal pagamento dell’acqua e di tutti i tributi? Non ho sentito dire che si procederà ad una esenzione generalizzata in questo periodo per le piccole imprese, piuttosto che prorogare una misura offensiva come le 600 euro, che per chi un titolare di partita Iva fa veramente ridere. E’ la visione di uno Stato che ci considera tutti sudditi. Mi attendevo da Conte una presa di posizione chiara e netta”.

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