Mario Bevacqua, presidente emerito di Uftaa

Taormina. “Tutti speriamo in una ripresa immediata della vita e del turismo ma ad oggi non è così. Taormina, come del resto qualsiasi altra meta turistica, non può pensare di rappresentare un’eccezione”. Il monito arriva dal presidente emerito di Uftaa (la federazione mondiale degli Agenti di Viaggio), Mario Bevacqua, che così evidenzia l’estrema criticità della situazione e “gela” le aspettative di una ripartenza del turismo già in questa stagione estiva.

Operatori alla finestra. “Il mondo – afferma Bevacqua – non ha ancora sconfitto il virus e i trasporti sono paralizzati ovunque. La situazione è drammatica. Come si può parlare o anche solo pensare ad una ripartenza il 4 maggio? Arrivare (o partire), non solo dall’estero ma anche dall’Italia è praticamente impossibile. Figuriamoci le difficoltà per la Sicilia. Gli operatori oculati sono tutti alla finestra in attesa delle determinazioni ufficiali e degli sviluppi contingenti che si delineeranno in base all’evoluzione della pandemia, e sulla base di tutto ciò decideranno se potranno stare aperti o se invece dovranno rimanere chiusi. In qualsiasi caso, bisognerà aspettare il tempo logico che tutti si normalizzi e questo richiederà parecchio tempo, non sappiamo quanto ma non è immaginabile che si tratti di un processo rapido. Il 2021, puntare cioè sul prossimo anno e sulla prossima stagione turistica, è un concetto logico. Si deve puntare forte sul 2021 con un grande sforzo di comunicazione e di campagna promozionale, tutto il resto e quel che rimane di questa estate, purtroppo, ha un senso molto relativo”.

Riaperture “tanto per”. “Capisco – continua Bevacqua – chi sostiene la tesi del come si fa a rimanere tutti chiusi e quindi il rischio di trovarsi fuori dal mercato da qui al 2021 e bisognerà trovare un modo per tenere accesa la lampadina sul “marchio Taormina” da qui ai prossimi mesi, ma senza spingere le attività a riaprire “tanto per”, a rischio di portarle al fallimento immediato. Immaginiamoci, in base alle prescrizioni che si prospettano, quanti locali a Taormina (e non solo qui) si ritroveranno a dover perdere spazi vitali”.

Limitazioni che cambiano tutto. “Parliamo di bar e ristoranti attività spesso con piccole superfici interne e che vivevano di spazi esterni, che ora rischiano di poter utilizzare solo un terzo del suolo pubblico che hanno e con l’obbligo di distanziare i tavoli. E come dovrebbe arrivare la gente se i voli sono tutti fermi, e si rischia di avere aerei che prima potevano trasportare 300 persone e ora forse 100? E i bus che prima potevano trasportare 45-50 persone e ora potranno forse trasportarne 15 al massimo? E le escursioni, con i bus e i traghetti anch’essi ridimensionati ad un terzo della normale capienza? Si prevedono limitazioni pesanti, ancora deve iniziare la fase 2 ma dovremo comprendere che nulla sarà come prima. Immaginare la normalità oggi è fantascienza. Si dovrà immaginare e inventare un nuovo modo di fare turismo”.

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