(foto Ansa/ Studio Obicua Architettura)

Dal box in plexiglass alle cupole di bamboo. L’emergenza Coronavirus ha costretto tutti a rispettare norme di distanziamento sociale e non farà sconti nemmeno per l’estate in spiaggia. Le misure restrittive, a quanto pare, potrebbero essere necessarie anche in spiaggia, per evitare la chiusura di tutti i i litorali. E c’è chi si ingegna per trovare soluzioni che consentano di mantenere le distanze anche in riva al mare. Dopo la proposta delle cabine di plexiglass, ecco l’idea di uno studio di architetti romani: cupole in bamboo removibili con doccia interna. Un’idea fattibile o l’ennesima soluzione stravagante? Certo è che anche questa opportunità fa già discutere.

un’altra immagine del progetto per le cupole in spiaggia

Sicurezza e libertà. Gli architetti dello studio Obicua hanno progettato zone protette in spiaggia a forma di cupola con vasche e docce di acqua salata. All’interno un diametro di 4 metri. L’idea è di un team di architetti romani: Lucia Catenacci, Valerio Campi e Massimiliano Brugia. Lo studio Obicua Architettura insieme all’architetto greco Sofia Tsagadopoulou ha proposto un progetto meno impattante possibile sul litorale. “Abbiamo ideato questo progetto in risposta ai problemi che andranno ad affrontare gli addetti ai lavori sulle loro spiagge per rispettare le distanze di sicurezza ma cercando di mantenere quel senso di libertà che i bagnanti ricercano in una giornata da passare in spiaggia”, ha spiegato Valerio Campi co-founder di Obicua.

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