Vincenzo De Luca

Vincenzo De Luca, governatore della Campania, torna sulla polemica Nord-Sud e lo fa a modo suo, senza mezzi termini: “Rapporto fra Nord e Sud, c’è stato qualcuno che al Nord ha ritenuto di aprire questo dibattito. Basta polemiche col Sud, lo facciamo per inerzia, c’è chi guarda al Sud solo per dare lezioni. Bisognerà convincersi che a livello nazionale le lezioni bisogna apprenderle dal Sud. Qualcuno dovrà imparare, senza che ce lo dicano i giornali americani, che qui ci sono eccellenze mondiali”. De Luca cita ed evidenzia, nello specifico, “il Cotugno, primo ospedale al mondo per efficienza operativa, o il Pascale, tra le prime realtà al mondo nel campo dell’oncologia”

Chiusura dei confini. “Si è aperto un dibattito sconcertante quando ho parlato di ‘Campania protetta’ per frenare l’ingresso di persone che non avevano titolo per entrare. Idiozia parlare di dibattito, la mia era osservazione legata all’aritmetica del contagio. Ieri 1073 nuovi contagi in Lombardia. Quando al Nord dicono che bisogna convincere col virus fanno bene, ma si può convivere se hai ridotto il contagio in una dimensione marginale, dunque controllabile, ma con 1070 contagi al giorno non devi convivere ma combattere il virus, altrimenti questo calvario non finisce più”.

Chiacchierificio. “Vi anticipo che per la politica siamo già nella Fase 2, siamo nel pieno del chiacchierificio nazionale, ho sensazioni deprimenti. C’è chi ritiene si possa contrattare linea di credito importante con l’UE e chi ritiene che l’Italia debba avere in regalo un qualche centinaio di miliardi. Qualcuno ritiene che il nostro paese possa chiedere soldi a fondo perduto. Stiamo perdendo tempo: soldi non ne regalerà nessuno. Quello che può ottenere l’Italia è una linea di credito ampia, importante, diluita nell’arco di 10-15 anni e possibilmente a tasso zero. Questa mi pare l’unica cosa che possiamo strappare”.

Palude burocratica. “In Italia è decisiva la realtà demenziale della palude burocratica che si mangia il paese e nessuno è in grado di mettere mano a questo che è il vero nodo dello sviluppo del nostro paese. Sono decenni che ce lo trasciniamo senza risultati. Se l’UE ci desse domani 500 miliardi di euro, in Italia non saremo in grado di spenderli. La situazione drammatica del nostro paese è questa”.

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