lo chef stellato Pietro D'Agostino

Taormina. Le associazioni di categoria degli operatori economici taorminesi lavorano ad un’intesa strategica per decidere in modo concorde se riaprire subito le attività economiche, già in queste stagione o in quel che ne rimarrà, o se invece rimanere fermi e puntare già da questo momento sul 2021. Dopo la presa di posizione dell’Associazione Imprenditori per Taormina, il cui presidente Carmelo Pintaudi ha fatto sapere che “non ci sono le condizioni per riaprire e si rischia il fallimento a queste condizioni”, arriva adesso l’intervento dell’Associazione Commercianti Taormina. Si guarda già a quel che potrà essere il momento successivo alla fine del lockdown nella capitale del turismo siciliano e il presidente di Act, lo chef stellato taorminese Pietro D’Agostino non fa mistero della sua apprensione e analizza la situazione con i pro e i contro che dovranno caratterizzare le scelte degli operatori economici.

Segnali negativi. “Chi mi conosce sa che sono sempre stato una persona positiva, un ottimista per natura e ancora adesso vorrei fare l’impossibile per affrontare subito questa crisi – spiega D’Agostino – ma bisogna essere lucidi, realisti, pensare e agire con ragionevolezza di fronte a questa crisi epocale che sta investendo non solo il territorio di Taormina ma il mondo intero. Il quadro, purtroppo, è quello dei giorni scorsi. Non è cambiato nulla e non intravediamo i giusti e necessari segnali per poter far ripartire le attività e l’economia del territorio”.

Scelte da condividere. “Si sta cercando di capire cosa fare e che strada percorrere e anche per questo abbiamo avuto vari contatti e quindi ci siamo confrontati non soltanto con i nostri associati ma anche con l’Associazione Imprenditori e con il loro presidente Pintaudi. In questo momento ci sono due correnti di pensiero tra gli operatori economici locali, chi vorrebbe riaprire subito e chi ritiene che si dovrà rimanere chiusi e aspettare il 2021. Bisogna cercare una soluzione condivisa, siamo tutti sulla stessa barca e oggi più che mai è il momento di essere tutti uniti e cercare di affrontare la crisi con delle valutazioni che ci vedano concordi. Tra l’altro, nei tempi e nei modi che lo consentiranno, cercheremo anche di far sì che le due associazioni si possano riunire in una sola. Stiamo cercando una posizione unitaria per combattere tutti insieme la crisi. Mi sono anche confrontato con l’assessore al Turismo e Commercio, Andrea Carpita”.

Mancati ricavi e nuovi costi. “Siamo di fronte ad una situazione drammatica – continua D’Agostino -. Ci sono gli affitti da pagare, le spese da sostenere che rischiano persino di crescere ulteriormente a fronte di mancati incassi e linee guida che rischiano di essere penalizzanti. Taormina partirà senza l’85% delle sue presenze annuali che erano date dal turismo straniero e nonostante questa partenza ad handicap, dovremmo sostenere a quanto pare altre spese per via degli obblighi di sanificazione quotidiana dei locali. Si parla di una cifra che, alla fine, potrebbe essere compresa tra i 2400 e i 3 mila euro al mese. Come si può pensare ad una cosa simile? Dover spendere 80 euro al giorno per sanificare i locali, dotare il personale delle mascherine che dovrebbero essere almeno 3 al giorno per ogni dipendente, e poi i guanti, e il gel disinfettante-amuchina: da un lato, insomma, c’è un crollo degli incassi, dall’altro paradossalmente oneri che aumentano. Ci preoccupa e ci amareggia questa situazione: fosse per me, e per tutti credo, apriremmo domani mattina ma è davvero difficile poterlo fare in questo quadro fortemente penalizzante”.

Evitare di uscire con le ossa rotte.“Io ho due ristoranti – conclude D’Agostino -. Uno farò di tutto per poterlo riaprire già in questa stagione, ma sarà complicato far ripartire subito anche l’altro. Ci attende una sfida davvero impegnativa e in questa stagione sarà già tanto s e non usciremo con le ossa rotte”.

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