la spiaggia di Mazzarò

Taormina. Nella Perla dello Ionio si guarda con speranza, ma anche con inevitabile apprensione al dopo-lockdown, e in attesa di capire se la stagione balneare potrà partire e se anche le spiagge libere saranno fruibili, il neonato Comitato Stabilimenti Balneari Taormina scrive al presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci. Un documento è stato trasmesso al governatore “in rappresentanza dei concessionari ed esercenti degli stabilimenti balneari di Taormina”. Nell’occasione si fanno “alcune valutazioni e proposte in relazione alla ripresa a seguito dell’emergenza sanitaria”. Il Coordinamento è costituito dall’avvocato Claudio Ambrogetti, da Giacomo Mendolia (Isolabella) Fabrizio Spartà (Mazzarò), Dominic Moschella (Spisone) e Carmelo Lo Turco (Mazzeo) insieme all’avv. Filippo Patanè.

La priorità. “Gli imprenditori balneari, per la maggior parte sono dediti alla conduzione delle loro attività con le loro intere famiglie, e la professionalità è quella di una “famiglia allargata” di lavoratori del settore, oggi fortemente preoccupati per la ripresa, il loro tenore di vita, le prospettive per il futuro. Riteniamo assodata l’importanza delle strutture balneari, per la fruizione del mare, per la garanzia dei servizi sanitari e di assistenza ai bagnanti, per la cura e manutenzione delle spiagge, per la promozione della Sicilia, della sua cultura dell’ospitalità, la sua natura e il cibo. Il turismo di prossimità può essere un supporto contingente ma non strutturale: la priorità, compatibilmente con le condizioni sanitarie nazionali ed internazionali, deve essere quella di dimostrare di essere immediatamente pronti ad accogliere i flussi del mercato interno e, poi, internazionale, in particolare nella nostra Taormina. La richiesta è di concentrarsi sull’attività di promozione, da coordinarsi anche attraverso le associazioni di categoria o strutture intermedie, definendo subito un messaggio positivo, di una Sicilia attenta ai protocolli sanitari, attiva e pronta a ripartire, senza farci assorbire da pastoie, interessi parziali o preferenze di sorta”.

Le proposte. Il Comitato, “apprezzando la recente ordinanza che ha concesso alle strutture di effettuare attività di manutenzione, ripristino, bonifica ed istallazione delle attrezzature”, chiede che “si autorizzi, compatibilmente con le prescrizioni del comitato tecnico-scientifico, la riapertura degli esercizi il più presto possibile”. Si richiede di “disporre con congruo anticipo, le prescrizioni di prevenzione sanitaria ritenute opportune ma col minore aggravio strutturale per gli esercenti, emettendo tempestivamente apposito protocollo al fine di consentire di disporre di tempo sufficiente per l’applicazione delle stesse e la formazione del personale”.

l’avvocato Filippo Patanè

Stop al canone. Sollecitata poi “la soppressione o la congrua riduzione del canone demaniale per il corrente anno, ritenuto per certo il ritardo nell’apertura e la ragionevole probabilità di non godere dei medesimi flussi reddituali” e “la proroga delle concessioni demaniali marittime al 2033”, e “misure fiscali di emergenza”.

Tavolo tecnico regionale. Il Comitato chiede l’avvio di “un tavolo tecnico regionale, per la promozione ed marketing, con il compito di selezionare adeguate tecniche di comunicazione e di promozione, individuando sia metodi efficienti sia gli obbiettivi ed mercati che ne siano efficacemente destinatari, al fine di garantire un rapido ritorno ai volumi precedenti e consolidare la posizione del mercato turistico siciliano nell’ottica di una necessaria ripresa”. “Comprendiamo la gravità della situazione, ma chiediamo un impegno attivo e solidale per l’economia e l’occupazione del nostro settore e delle nostre comunità”.

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