l'ex vicesindaco Andrea Raneri

Taormina. “Il Comune di Taormina sta andando incontro al rischio concreto del default per effetto della crisi Covid19 e deve trovare risorse per sopravvivere, al di là dell’aiuto che dovrà dare per forza lo Stato. Una soluzione può essere quella di andare a riprendersi lo spazio che non ha più al Teatro Antico e nelle risorse che introita il Parco di Naxos-Taormina”. La proposta arriva dall’ex vicesindaco della città Andrea Raneri, che nella passata consiliatura fu il numero due di Palazzo dei Giurati nell’allora Amministrazione Giardina. Raneri sollecita l’attuale Esecutivo a “ricercare delle alternative in grado di garantire le risorse di cui ha bisogno il Comune per andare avanti quest’anno ma anche nei prossimi 2 o 3 in cui si sentiranno ancora gli effetti della crisi”.

La querelle dei proventi. “Il Comune di Taormina percepiva sino a qualche anno fa il 30% dei proventi sui biglietti di ingresso al Teatro Antico ma da tempo ormai, praticamente da 5 anni, Taormina non incassa più nemmeno un euro dal monumento più importante della città e della Sicilia. Nel frattempo è anche intervenuto un cambio di normativa che ha ulteriormente penalizzato il Comune. E’ un paradosso enorme, un qualcosa che già da prima era un vulnus per Taormina ma ora siamo di fronte a una condizione di necessità in senso assoluto. Quando ero vicesindaco di Taormina avevo avviato, in termini concreti, un’azione per procedere al recupero di circa 5 milioni di euro che la Regione Siciliana non ha più versato al Comune di Taormina. Non so che fine abbia fatto quella procedura e se si tratta di somme ancora recuperabili ma non si può far finta che il problema non esista. A maggior ragione al cospetto di una situazione di urgenza come quello che stiamo vivendo e che soprattutto dovremo affrontare”.

una splendida immagine del Teatro Antico

Una misura straordinaria. Raneri lancia la proposta: “Il Comune di Taormina, a mio avviso, dovrebbe chiedere che per 2 o 3 anni il Teatro Antico, o più in generale il Parco, possa fare riferimento proprio all’ente locale, garantendo in questo modo introiti vitali per la nostra città. Con tutto il rispetto, non possiamo più essere ospiti in casa nostra. La Regione Siciliana deve farsi carico di prendere una decisione che è vitale per salvare il Comune di Taormina dal fallimento. E se Taormina va al default, di riflesso, è un effetto domino in negativo per l’intera Sicilia. Noi siamo la capitale del turismo siciliano, rappresentiamo il motore dell’economia dell’isola. Lo Stato darà una mano ma non sappiamo ancora in quali termini, quindi occorre che anche la Regione faccia la sua parte. Si disponga un provvedimento, una misura straordinaria in deroga come d’altronde l’eccezionalità del momento impone. Si potrebbe in questo modo favorire l’avvio di un circuito museale, che è nelle potenzialità della Città di Taormina e che darebbe introiti preziosi per superare la crisi. Non dimentichiamoci che verranno a mancare i 3 milioni e 400 mila euro della tassa di soggiorno che il Comune ha incassato nel 2019 e che quest’anno non ci saranno. Ecco perché senza un provvedimento ad hoc per Taormina, che può diventare da esempio per le altre località siciliane e per i loro beni culturali”.

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