il prof. Paolo Ascierto

Tutti in campo per dichiarare tutto e il contrario di tutto. L’emergenza Coronavirus ha dato spazio in queste settimane in Italia a una pletora impressionante di esperti che non ne hanno azzeccata una. Mentre nelle corsie degli ospedali i medici in prima linea lottavano contro la bestia e in diversi casi di ammalavano e morivano, nelle televisioni è andato in onda il teatrino di virologi, infettivologi, epidemiologi, e “cazzarologi” vari alla ribalta. Una squadra sgangherata di moderni oracoli di Delfi in collegamento ovunque e a tutte le ore, che da due mesi confondono gli italiani con un bombardamento mediatico che ha sfinito e rincoglionito la gente. Prima era un’influenza, poi no è un’epidemia, mascherine no e poi sì, tutti in casa e poi tutti fuori.

Il punto di non ritorno. La sera del 17 marzo scorso in tv è andato in onda su Rai3 uno scontro tra il quotatissimo direttore del reparto di malattie infettive del Sacco di Milano, prof. Massimo Galli, ed il prof. Paolo Ascierto, oncologo e ricercatore dell’ospedale Pascale di Napoli. Ascierto ha messo a punto la terapia a base del Tocilizumab, il farmaco per l’artrite reumatoide per il quale l’Aifa (Agenzia italiana per il farmaco), ha autorizzato una sperimentazione che sta dando risultati tangibili ed incisivi contro il Covid19. Quella sera si consumò uno scontro a senso unico con Galli che nella sostanza ha disconosciuto il lavoro del collega napoletano ed il ricercatore partenopeo che garbatamente non ha voluto rispondere e fare polemica.

Ascierto cancellato. Da quel momento i pazienti curati con Tocilizumab in tanti casi sono guariti ma del prof. Ascierto nelle tv nazionali non c’è più traccia. Non è ospite gradito evidentemente, la sua presenza non interessa. Fiato alle trombe di tutti quelli che non hanno capito niente del Coronavirus ma Ascierto no, il professore terrone è stato cancellato dai palinsesti dei programmi che pure trattano l’argomento Covid19 per 24 ore al giorno somministrando ai cittadini un’overdose bestiale di notizie.

Lo studio. Eppure i ricercatori dell’Università di Brescia hanno pubblicato i dati sui primi 100 pazienti con Covid-19 trattati con il farmaco antiartrite Tocilizumab presso gli Spedali Civili di Brescia: nel 77% dei pazienti trattati, affermano, le condizioni respiratorie sono migliorate o stabilizzate. Si tratta della serie ad ora più ampia al mondo di pazienti trattati con Tocilizumab, che fa seguito ai risultati incoraggianti ottenuti anche in 20 pazienti in Cina e nei primi due pazienti italiani trattati all’Ospedale Cotugno di Napoli. Lo studio mostra che la polmonite Covid-19 con sindrome da distress respiratorio acuto è caratterizzata da una sindrome iperinfiammatoria e sostiene l’ipotesi che la risposta al Tocilizumab si associ ad un significativo miglioramento clinico. Anche l’Agenzia italiana del farmaco ha avviato uno studio sul Tocilizumab, su 330 pazienti, che è al momento in corso.

Tocilizumab

I risultati. “Su 100 pazienti trattati – ha spiegato Nicola Latronico dell’Unità Operativa di Anestesia e Rianimazione e portavoce dello studio – 43 hanno ricevuto il Tocilizumab nell’unità di terapia intensiva, mentre 57 fuori dalla unità di terapia intensiva per indisponibilità di letti. Di questi 57 pazienti, 37 (65%) sono migliorati e hanno sospeso la ventilazione non invasiva, 7 (12%) pazienti sono rimasti stabili nella unità di terapia intensiva e 13 (23%) pazienti sono peggiorati (10 morti, 3 ricoverati in terapia intensiva). Dei 43 pazienti trattati in terapia intensiva, 32 (74%) sono migliorati (17 sono stati tolti dalla ventilazione artificiale e sono stati trasferiti in reparto), 1 (2%) è rimasto stabile e 10 (24%) sono deceduti. Complessivamente, a 10 giorni, la condizione respiratoria è migliorata o si è stabilizzata in 77 pazienti (77%), di cui 61, in sede di esame di radiografia del torace, hanno mostrato una “riduzione significativa delle lesioni polmonari e 15 sono stati dimessi dall’ospedale”.

Aspettando il vaccino. La cura Ascierto come è stata ribattezzata la terapia con il Tocilizumab, sta dando ottimi risultati. Sia chiaro che ad oggi non c’è un farmaco che abbia risolto in via definitiva l’emergenza Coronavirus, altrimenti staremmo qui a raccontare un’altra storia e la quarantena collettiva sarebbe già finita. Dovremo aspettare un vaccino e difenderci dal rischio della seconda ondata, ma un grande contributo nella lotta al Covid19 questo medico napoletano lo sta dando ed appare ingeneroso non dargliene atto. E’ un subdolo esercizio di meschinità ignorarne l’impegno profuso e i risultati sin qui ottenuti.

Cauto ottimismo. La situazione l’ha spiegata direttamente lui, l’oncologo campano, sui social: “Il coordinamento dello studio clinico su Tocilizumab su tutti i pazienti trattati nei vari ospedali italiani avviene presso l’Unità sperimentale clinica del Pascale, sotto la direzione del dottor Franco Perrone. L’impressione che abbiamo avuto trattando i pazienti nella fase precedente la sperimentazione è incoraggiante. Tuttavia la parola d’ordine è cauto ottimismo. I risultati scientifici definitivi verranno comunicati direttamente da Aifa ma ci vorranno ancora alcune settimane“.

Vaccini Takis. L’impegno di Ascierto non si ferma al Tocilizumab, tratta con pacatezza e competenza anche la fattibilità di un vaccino: “I primi risultati dei test preclinici dei cinque candidati vaccini della Takis che inducono una forte produzione di anticorpi contro il COVID-19 sono positivi e incoraggianti. Li sperimenteremo, appena pronti, anche a Napoli. Un grande grazie ad Attilio Bianchi, direttore generale dell’Istituto Nazionale Tumori IRCCS “Fondazione G. Pascale”, per aver creduto in me e in tutto quello che stiamo facendo”.

Il peccato originale. A pieno titolo si parla di un luminare, che sta aiutando moltissimi malati di Coronavirus a guarire, nel cui ospedale non ci sono medici e infermieri contagiati perché ha adottato procedure che hanno protetto gli operatori sanitari e i pazienti, ma questo non interessa alla parte cialtrona dell’informazione, quella che fa scenografica schiuma davanti ai piccolo schermo ma, in realtà, in molti casi, non è in grado nemmeno di allacciare le scarpe ai veri giornalisti che fanno informazione seria e utile alla gente. Ascierto ha il peccato originale di essere un professore terrone. Non è ammissibile che un meridionale, un napoletano, possa aver messo in atto una cura efficace contro il Coronavirus. Il virus si combatte molto meglio altrove, lì dove si fanno aperitivi, brindisi e assembramenti per ospedali che poi non vengono nemmeno utilizzati, dove i tamponi non si fanno e dove regnano ospitate varie in tv per dire alla carlona il nulla cosmico condito da supercazzole varie.

Telecamere faziose. Ascierto non piace ai tg e ai media nazionali in generale. Resta, al contrario, onnipresente in video chi commenta e straparla ma non si capisce ancora quale contributo abbia dato alla lotta al Covid19. La sperimentazione con il Tocilizumab è sotto stretto controllo dell’AIFA ed è coordinata dall’Istituto Pascale di Napoli, dà speranze alla gente ma le telecamere vanno altrove e chi se ne frega se all’Ospedale di Padova 30 pazienti stanno meglio grazie alla cura Ascierto. Vietato citarlo, vietato parlarne. Durante un servizio di un tg nazionale un medico della terapia intensiva di Padova, informa i telespettatori che a Padova, come a Roma e a Milano, si stia utilizzando un farmaco, un certo Tocilizumab, che viene in genere applicato per curare l’artrite reumatoide. Il medico spiega che grazie al Tocilizumab, stanno molto meglio una trentina di pazienti dalla terapia intensiva e che altre persone affette dal Covid-19 saranno sottoposte a questo trattamento. Ma non viene fatta nessuna menzione del prof. Ascierto. Lui non esiste. Il Sud fa notizie per altre cose, per la Camorra a Napoli o per la Mafia in Sicilia, per pochi idioti che vanno a comprare la zuppa di cozze in strada a Napoli o pochi imbecilli che fanno una grigliata a Palermo.

La macchina del fango. È scattata la censura e persino la macchina del fango con il tentativo di far passare Ascierto per un fessacchiotto allo sbaraglio, fingendo di non sapere che si tratta invece di un oncologo al top nel mondo secondo la comunità scientifica, come testimonia il sito specializzato Expertscape.com

Faziosità a trazione nordista. Ha ragione chi sostiene che, in fondo, non c’è nemmeno da sorprendersi nel regno di una faziosa normalità a trazione nordista. Il caso Ascierto fa parte di una dinamica sociale ampiamente consolidata in Italia, quella che vuole il Nord sempre avanti e il Sud sempre dietro. Peccato che poi la retorica italica, che bolla i meridionali come i soliti “piagnoni”, si squaglia come la cera di fronte alla bestialità conclamata di quelli che si affannano ad oscurare un medico napoletano pensando che nessuno se ne accorga. Avanspettacolo mediatico da peracottari. Indecenti questi meridionali che lasciano il Nord per andare a infettare i parenti al Sud, come se i settentrionali non fossero andati via, magari a sciare o a riempire le case al mare. Un provinciale ricercatore napoletano vuole scippare una scoperta alla ricerca milanese: non sia mai, non si permetta. E guai a darne notizia ed evidenza.

L’intuizione di Ascierto. Eppure il rapporto scienza-collettività non dovrebbe contemplare faide territoriali e prove muscolari di campanile. Di fronte a un virus che sta mettendo in ginocchio l’Italia e il mondo bisognerebbe unire le forze e fare squadra. Non ci può essere spazio per le regole rigide dei baronati della medicina che si arroccano negli schemi di un protocollo scientifico che dà priorità alle pubblicazioni scientifiche. Mentre i “frontman” della scienza navigavano e continuano a navigare a vista, Ascierto ha intuito l’utilità del Tocilizumab, ha somministrato subito il farmaco e ha comunicato i primi esiti della somministrazione. Niente pubblicazioni scientifiche per pochi esperti del settore, ma informazione di massa immediata e velocità di produzione di un protocollo per l’Aifa in un momento di crisi sanitaria globale, assumendosi la responsabilità di tutti i rischi del caso in termini di speranze e illusioni.

La pandemia non è uno show. Il tempo è galantuomo e dirà chi ha avuto ragione. Noi rivolgiamo un plauso sincero e convito, ma soprattutto un accorato grazie, al prof. Ascierto, persona seria, di specchiata credibilità, umile professionista di alto livello. Non si offenda nessuno se riteniamo sia motivo di orgoglio e vanto che un meridionale – come noi – stia dando una lezione etica, ancor prima che medica e scientifica, di come si combatte contro un virus e come si sta davvero dalla parte della gente. La vita umana vale molto di più di un protocollo e la tragedia di una pandemia non può essere uno show. Mentre i medici-opinionisti studiano e fanno salotto, il paziente muore. E’ la tv dei cialtroni, che esalta gli oracoli del nulla e oscura i veri eroi silenziosi del Covid19.

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