la senatrice Urania Papatheu

“Assistiamo ormai ogni giorno a una continua sequenza di attacchi mediatici al Sud. Qualche “stagionata” penna del Nord profetizza la morte di noi terroni ed è un auspicio che non ricambiamo, perché certe meschinità non appartengono a noi terroni e siamo convinti che di fronte a una pandemia ci si debba affidare alla provvidenza di nostro Signore. Dalla crisi che ci aspetta o ci si salva tutti o si affonda tutti insieme”. Lo afferma la senatrice Urania Papatheu, la parlamentare siciliana di Forza Italia che nei giorni scorsi ha scritto una lettera al presidente nazionale dell’Ordine dei Giornalisti per evidenziare la problematica dei continui attacchi che interessano il Sud su vari organi d’informazione. La senatrice azzurra ribadisce la sua ferma contrarietà ad ogni forma di discriminazione territoriale e spiega che “nel dopo lockdown non possono più esserci due Italie”.

La crisi Covid. “Il Sud – evidenzia Papatheu – ha già pagato un prezzo altissimo, depredata di 840 miliardi di euro negli ultimi 20 anni, e mentre 45 miliardi finivano ogni anno al Sud, al Nord ne venivano spostati 70,5 a percorso inverso. La crisi Covid soprattutto al Sud avrà effetti sull’economia sommersa e sul turismo che rappresenta un settore fondamentale per tanti operatori economici, per i lavoratori e le loro famiglie. Questi effetti negativi non possono essere mitigati da politiche di assistenzialismo a profusione. Non è così che si potranno sanare gli squilibri di spesa nazionali e non è così che si fa ripartire l’economia del Paese”.

Piano Marshall per il Sud. “Il tempo delle due Italie è finito e senza un Sud protagonista, e non più emarginato, il Paese stavolta non si può rialzare. Forza Italia aveva chiesto e ribadisce con forza la necessità di un Piano Marshall per il Sud”.

L’Italia come l’Europa dei ricchi. “Passare ad investimenti infrastrutturali al Sud con delle commesse che coinvolgano il Nord per creare condizioni reciproche di sviluppo – conclude Papatheu – è la via maestra ma con questo Governo rischia di essere una chimera. Accusiamo la Germania di pensare a se stessa ma è l’identico modo di come noi italiani concepiamo l’economia del nostro Paese, con i ricchi da salvaguardare e i poveri da assistere con il minimo indispensabile. L’Europa dei ricchi si comporta come il Nord Italia fa con il Sud”.

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