il premier Giuseppe Conte

“Sulla risposta sanitaria il governo ha elaborato una strategia in cinque punti. Il primo è mantenere e far rispettare distanziamento sociale, promuovere utilizzo diffuso di dispositivi di protezione individuale fino a quando non saranno disponibili terapia e vaccino”. Lo ha spiegato il premier Giuseppe Conte in Aula al Senato in un’informativa sull’emergenza Coronavirus, in vista del confronto decisivo al Consiglio europeo di giovedì 23 aprile sul pacchetto di misure economiche delineato dall’Eurogruppo e sulla “fase 2”, quella della ripartenza delle le attività che si sono fermate per il lockdown.  A seguire, sempre oggi pomeriggio, il discorso del presidente del Consiglio alla Camera.

Rischio povertà. “Questa emergenza incide sulle fasce più fragili, rischia di creare nuove povertà e lacerare un tessuto sociale già provato. Abbiamo già compiuto alcuni passi. Il governo però è consapevole che questi interventi non sono sufficienti: occorre un sostegno alle famiglie e alle imprese prolungato nel tempo ancora più incisivo”.

Distanziamento sociale. “Anche per le misure di distanziamento sociale ci saranno alcune modifiche, non ci sfugge la difficoltà dei cittadini nel continuare a rispettare” le regole anti contagio e “l’aspirazione al ritorno alla normalità”, ha sottolineato Conte che tuttavia avverte: “Imprudenze potrebbero compromettere sacrifici”. “Un’avventatezza in questa fase, dettata dalla legittima voglia di ripartire, può compromettere tutti i sacrifici che con responsabilità e disciplina i cittadini hanno fatto finora”.

“Covid Hospital”. Il governo punta a “intensificare in tutto il territorio la presenza di Covid hospital per la gestione ospedaliera di pazienti, in modo da ridurre notevolmente il rischio di contagio per operatori sanitari e pazienti, ha annunciato il premier.

“App su base volontaria”. Conte si è soffermato anche sull’app per il monitoraggio dei contagi. Il governo punta al “rafforzamento della strategia di mappatura dei contatti esistenti e di tele-assistenza con l’utilizzo delle nuove tecnologie”, ha spiegato il premier. “L’applicazione sarà offerta su base volontaria, non obbligatoria, faremo in modo che chi non vorrà scaricarla non subirà limitazioni o pregiudizi”.

© Riproduzione Riservata

Commenti